Premier Conte in visita ufficiale a Tunisi

Pubblicato il 30 aprile 2019 alle 10:53 in Italia Tunisia

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Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte si è recato in Tunisia, martedì 30 aprile, dove parteciperà al vertice intergovernativo italo-tunisino, che tratterà i temi più caldi dell’attualità mediterranea: cooperazione, migranti e Libia. 

La notizia è stata riferita dal sito ufficiale della Presidenza del Consiglio, che riporta il programma della giornata del premier e degli altri rappresentanti presenti alla sessione plenaria del vertice. Secondo alcuni quotidiani italiani, Conte sarà accompagnato dai vice-premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che sono rispettivamente anche ministri dell’Interno e dello Sviluppo Economico. L’arrivo è previsto per le 9.30, ora locale. In seguito, è stato programmato un incontro con il presidente della Repubblica tunisina, Beji Caid Essebsi, presso il Palazzo presidenziale di Cartagine. Conte incontrerà anche il primo ministro, Youssef Chahed, presso il Palazzo del Governo di Tunisi, la Kasbah. Successivamente, si terrà il vertice intergovernativo in cui si prevede che saranno discusse le tematiche calde dell’attualità, insieme ad alcune collaborazioni bilaterali tra Tunisi e Roma. Verso le 12.45, ora locale, è prevista una cerimonia in cui verranno firmati gli accordi concordati tra i due Paesi. Successivamente, i due premier parteciperanno ad una conferenza stampa congiunta. È, inoltre, prevista una visita all’ex Presbiterio di Santa Croce, nella Medina di Tunisi, la parte antica della città, dove Conte incontrerà una rappresentanza femminile di esponenti politici, imprenditoriali e della società civile tunisina. Infine, il premier italiano interverrà a chiusura del Forum economico italo-tunisino nella sede dell’UTICA, l’Union Tunisienne de l’Industrie, du Commerce et de l’Artisanat. 

Conte si era già recato a Tunisi per incontrare il presidente Essebsi e il primo ministro Chahed, il 2 novembre 2018. In tale occasione i rappresentanti dei due Paesi avevano discusso della situazione libica, in vista della Conferenza internazionale per la Libia che si è tenuta il 12 e il 13 novembre, a Palermo. Si trattava della prima visita ufficiale del premier italiano in Nord-Africa. In tale occasione, il primo ministro tunisino aveva annunciato che l’incontro aveva come finalità il consolidamento delle relazioni di amicizia e l’approfondimento della concertazione su questioni nazionali e internazionali di comune interesse, in particolare la crisi libica. Oggi, di fronte ad un deterioramento della situazione in Libia, si prevede che il tema sarà nuovamente centrale. L’emergenza libica si è intensificata da quando il generale Khalifa Haftar, alla guida del sedicente Esercito Nazionale Libico (LNA), ha lanciato un’offensiva contro il governo rivale di Tripoli, guidato da Fayez al-Serraj, il 4 aprile. Da allora, la guerra ha trasformato la capitale libica e il Paese in un campo di battagliaI rapporti diplomatici tra Italia e Tunisia sono estremamente buoni e una stretta collaborazione tra le due realtà mediterranee potrebbe favorire una soluzione della crisi libica o potrebbe, perlomeno, favorire progetti comuni di supporto alla popolazione, come l’evacuazione delle persone intrappolate dalla guerra.

L’incontro, tuttavia, è molto importante anche per lo sviluppo e la cooperazione in campo economico. Secondo quanto riferisce un rapporto curato dall’ambasciata italiana a Tunisi, il Paese Nord-africano rappresenta “un ponte per l’Italia sul Mediterraneo, una piattaforma produttiva naturale per le imprese italiane impegnate a diversificare le proprie attività e penetrare nuovi mercati nel Maghreb, Africa subsahariana e Golfo”. La Tunisia ha, infatti, sempre rappresentato un Paese stabile e amico e presenta caratteristiche ideali per gli investitori italiani, grazie alla vicinanza geografica, ad una normativa locale che favorisce gli investimenti e al costo molto competitivo dei fattori di produzione. L’Italia è il secondo partner commerciale della Tunisia, con un interscambio bilaterale che si aggirava attorno ai 5,6 miliardi di euro, nel 2017, e un saldo commerciale in attivo. Roma rappresenta anche primo importatore a Tunisi, con una quota di mercato del 15,5%. Oltre 850 società italiane sono presenti nel Paese Nord-africano e impiegano oltre 63mila persone, rappresentando quasi un terzo del totale delle imprese a partecipazione straniera.

In Tunisia, l’Italia è molto attiva nel settore manifatturiero, soprattutto tessile/abbigliamento, in quello energetico, delle costruzioni e grandi opere, della componentistica, bancario, dei trasporti, meccanico, elettrico, farmaceutico, turistico e agro-alimentare. Le condizioni di sicurezza risultano a volte critiche, data la vicinanza con Paesi estremamente instabili, come la Libia. Inoltre, permangono alcune criticità che colpiscono le imprese italiane, come una forte burocratizzazione e alcuni disagi doganali, imputabili a meccanismi amministrativi troppo macchinosi e a carenze infrastrutturali. A tale riguardo, sono state avviate, a partire dal 2017, una serie di riforme strutturali in campo economico. Un esempio è la nuova Legge sugli Investimenti, approvata nell’aprile del 2017 e un altro è il Piano strategico, Tunisia 2020, che punta a stimolare una crescita inclusiva e uno sviluppo sostenibile dell’economia locale. Sono previsti, inoltre, una serie di progetti infrastrutturali e d’investimento, pubblici e privati, per un totale di 60 miliardi di dollari. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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