La Russia non è più tra le 5 potenze al mondo con la spesa militare più alta

Pubblicato il 30 aprile 2019 alle 6:10 in Russia

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Nel corso del 2018 le spese militari mondiali sono ammontate a 1,8 mila milioni di dollari, il 2,6% in più che nel 2017, e per la prima volta dal 2006 la Russia non è tra i 5 primi posti.

Secondo il rapporto annuale dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), la spesa militare mondiale ha raggiunto il livello più alto dal 1988, quando l’istituto ha cominciato a raccogliere informazioni relative a questo fattore.

“Lo scorso anno le spese militari mondiali sono state del 76% superiori a quelle del 1988, quando, dopo la fine della Guerra Fredda, questo indicatore aveva raggiunto il suo livello più basso”, si legge nel rapporto.

Secondo quanto pubblicato dall’Istituto, le spese destinate alla difesa militare ammonterebbero al 2,1% del prodotto interno lordo, e cioè a 239 dollari a persona in media.

Nel 2018, tuttavia, la Federazione Russa ha perso il suo posto tra i primi 5.

Scondo i dati del SIPRI, le spese militari di Mosca nel 2018 hanno raggiunto i 61,4 miliardi di dollari, il 3,5% in meno rispetto allo scorso anno, scendendo così al sesto posto. I primi 5 leader sono dunque USA, Cina, Arabia Saudita, India e Francia, da sole responsabili del 60% della spesa militare mondiale.

Per la prima volta dal 2010 la cifra relativa agli USA è salita del 4,6%, raggiungendo i 649 miliardi di dollari.  “La spesa militare USA nel 2018 è pari più o meno alla somma delle spese militari degli 8 paesi che nel rating occupano le posizioni seguenti”, si legge nel rapporto.

Come spiega il direttore del Programma sugli armamenti e le spese militari, la dottoressa Aude Fleurant, questo aumento è legato alla “realizzazione, a partire dal 2017, di nuovi programmi di acquisto di armi sotto l’amministrazione Trump”.

Il contributo della Cina alle spese mondiale ha invece raggiunto il 14%. Mentre la percentuale di crescita maggiore tra i 15 paesi leader appartiene alla Turchia (24%).

Anche i paesi dell’Europa centrale e orientale hanno registrato nel 2018 un aumento delle spese militari.

“Le spese della Polonia nel 2018 sono cresciute del 8,9%, raggiungendo i 11,6 miliardi di dollari, mentre quelle dell’Ucraina sono cresciute del 21%, sfiorando quasi i 5 miliardi di dollari. Nel 2018 un aumento dal 18 al 24% si registra anche nelle spese di Bulgaria, Lettonia, Lituania, e Romania”, afferma il SIPRI.

Secondo Pieter D. Wezeman, senior researcher del Programma, questo aumento sarebbe legato in grande misura all’impressione crescente che la Russia rappresenti una minaccia.

A dicembre del 2017, il Presidente russo Vladimir Putin dichiarò che la Russia non intende partecipare a una corsa agli armamenti. Anche il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, a marzo 2018 ha dichiarato che è in programma una riduzione della spesa militare, che tra 5 anni sarà addirittura inferiore al 3% del PIL.

Lo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) è un istituto internazionale indipendente, fondato nel 1966 per commemorare i 150 anni di pace ininterrotta in Svezia, che si occupa di peace studies.

Il suo compito è quello di condurre ricerche scientifiche in materia di conflitti e cooperazione, di importanza per la pace e la sicurezza internazionale, allo scopo di contribuire a una comprensione delle condizioni per soluzioni pacifiche ai conflitti internazionali e per una pace stabile.

Attraverso le sue ricerche il SIPRI rende accessibili informazioni imparziali su sviluppo degli armamenti, spese militari, produzione e commercio di armi, controllo degli armamenti e disarmo, oltre che su conflitti, prevenzione dei conflitti, sicurezza regionale e industria della difesa. I risultati del SIPRI vengono diffusi principalmente tramite libri, rapporti e altre pubblicazioni dell’Istituto oltre che tramite il suo sito web.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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