Sudan: raggiunto un accordo per un governo civile e militare congiunto

Pubblicato il 29 aprile 2019 alle 17:16 in Africa Sudan

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In un’importante svolta nei colloqui con la giunta militare al potere, in Sudan, i manifestanti hanno accettato di formare un consiglio misto civile-militare.

A seguito dell’accordo, l’attuale consiglio formato dall’esercito e composto da 10 membri, sarà sostituito da un gruppo che comprenda anche rappresentanti della popolazione civile. “L’accordo è un passo avanti verso la stabilità del nostro Paese, ma non penso che lasceremo il sit-in finché non vedremo realizzata la nostra richiesta di un governo civile”, ha dichiarato Sawsan Bashir, uno delle migliaia di manifestanti che si sono accampati, per settimane, fuori dal quartier generale dell’esercito saudanese. “Siamo felici dei progressi nei colloqui, ma stiamo ancora aspettando di conoscere la composizione del consiglio”, ha poi aggiunto un altro manifestante.

Uno dei leader delle proteste, Ahmed al-Rabia, ha confermato la decisione di formare un consiglio congiunto. “Siamo ora in consultazione su quale percentuale del consiglio dovrebbe essere rappresentata dai civili e quale dai militari”, ha dichiarato Rabia, che è coinvolto nei colloqui. I manifestanti riferiscono che il nuovo consiglio potrebbe essere formato da 15 membri, con 8 civili e 7 generali dell’esercito. La Giunta esecutiva militare ha preso il potere in Sudan, a seguito della deposizione dell’ex presidente Omar al-Bashir, dopo mesi di disordini nel Paese. Le proteste sono iniziate il 19 dicembre 2018 contro una decisione del governo di Bashir di triplicare i prezzi del pane. Rapidamente si sono trasformate in manifestazioni a livello nazionale contro il suo governo e quello del consiglio militare che lo ha destituito e ha poi preso il suo posto. I manifestanti sudanesi hanno trovato sostegno in molti Paesi occidentali e negli Stati Uniti, che supportano la loro richiesta di un governo civile. “Sosteniamo la legittima richiesta del popolo del Sudan per un governo a guida civile, e siamo qui per sollecitare e incoraggiare le parti a lavorare insieme per far avanzare quell’agenda il prima possibile”, ha riferito martedì 22 aprile Makila James, un rappresentante del Dipartimento di Stato americano.

Inoltre, diversi leader africani si erano riuniti, sempre il 22 aprile, al Cairo, per discutere la situazione in Sudan e la crisi in Libia. Durante l’incontro, i leader del continente africano avevano insistito sulla “necessità di più tempo” per una transizione, secondo quanto ha riferito l’ufficio del presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. I partecipanti hanno quindi esortato l’Unione africana a prorogare di 3 mesi la scadenza, prevista per fine aprile, entro la quale il Consiglio dovrà consegnare il potere a un corpo unicamente civile. Con questa nuova svolta, tale proroga potrebbe non essere più necessaria. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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