Spagna: vincono i socialisti

Pubblicato il 29 aprile 2019 alle 7:30 in Europa Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Pedro Sánchez ha vinto le elezioni in Spagna. Con una partecipazione superiore al 75%, un record per il paese iberico, il Partito Socialista (PSOE) ha conquistato il 28,7% e 123 seggi sui 350, in forte crescita rispetto agli 85 che aveva nel parlamento uscente. Quasi doppiato il Partito Popolare (PP) che ottiene il 16,7% e 66 seggi, meno di metà di quanti ne aveva nel parlamento uscente, Pablo Casado raccoglie il peggior risultato nella storia del partito. Terzi i liberali di Ciudadanos, che conquistano il 15,8% e 57 seggi, 25 in più rispetto ai 32 che avevano nel parlamento uscente. In calo la sinistra radicale, Unidas Podemos si ferma al 14,3% e a 42 seggi, 25 in meno rispetto al 2016. Entra in parlamento per la prima volta dal 1979 la destra radicale: Vox, la formazione guidata da Santiago Abascal, ottiene il 10,2% e 24 seggi. Quarant’anni fa l’unico deputato di estrema destra era il notaio franchista Blas Piñar. 

Successo dei nazionalisti locali in Catalogna e nei Paesi Baschi. Sinistra Repubblicana di Catalogna ha conquistato 15 seggi (ne aveva 9), risultando il primo partito in Catalogna, Junts per Catalunya, la formazione di Carles Puigdemont, l’ex presidente catalano che nell’ottobre 2017 proclamò l’indipendenza della regione dalla Spagna, ne conquista 7, uno in meno rispetto al 2016. Nei Paesi Baschi il Partito Nazionalista Basco vince le elezioni con 6 seggi, 4 vanno a Bildu, la coalizione di sinistra indipendentista, che raddoppia i seggi rispetto al parlamento uscente.

Entrano in parlamento formazioni regionaliste delle Canarie (Coalición Canaria, 2 seggi), della Cantabria (Partito Regionalista Cantabro, 1 seggio). Il Congresso si completa con 1 deputato di Compromís, la sinistra radicale di Valencia, che ne perde 3 rispetto al voto del 2016, e con 2 deputati di Navarra Suma, coalizione di centro-destra della Navarra.

Con il parlamento così suddiviso, e forte della maggioranza assoluta conquistata al Senato, Sánchez potrà governare o in coalizione con Unidas Podemos e con l’appoggio e/o l’astensione di partiti regionalisti o indipendentisti, oppure con Ciudadanos. Il leader liberale Albert Rivera, tuttavia, ha negato in diverse occasioni di voler governare con Sánchez e numerosi opinionisti ritengono che Rivera possa ora approfittare della crisi dei Popolari, duramente sconfitti, e del risultato di Vox, molto inferiore alle attese, per emergere come leader dell’opposizione e conquistare la guida del centrodestra. 

I leader di Unidas Podemos, Pablo Iglesias e Alberto Garzón, hanno lanciato un appello a Sánchez per un governo di coalizione di sinistra, evitando la tentazione di assicurarsi la maggioranza assoluta con i liberali. Iglesias ha riconosciuto che la coalizione è delusa del risultato e che le discussioni per la formazione del nuovo governo saranno lunghe.

La radicalizzazione della campagna elettorale e soprattutto l’emergere di Vox, in un paese che non conosceva forze di destra radicale di tale consistenza fin dalla morte del Generalissimo Franco nel 1975, hanno mobilitato gli elettori, in particolare nazionalisti e indipendentisti nelle diverse regioni del paese. In Catalogna l’affluenza è aumentata del 18% rispetto al voto del 2016.

Globalmente il voto di sinistra è aumentato in quasi tutte le regioni del paese, particolarmente a causa del crollo elettorale del PP. Inoltre, il sistema elettorale spagnolo, che divide i seggi per lo più in provincie piccole e sottopopolate e premia così il partito che arriva primo in ogni provincia, castiga la divisione della destra in tre partiti di forza molto simile. 

Per fare un esempio nella provincia di Cuenca, una delle più piccole, i socialisti, con 42.000 voti, hanno ottenuto 2 seggi. I popolari con 31.000, 1 seggio. Vox e Ciudadanos, con 16.000 voti ciascuno, non conquistano seggi, come Podemos (9.000 voti). In totale le tre forze di destra e centrodestra conquistano oltre 10.000 voti in più rispetto alle forze di sinistra e centro-sinistra, ma i socialisti ottengono 2 seggi su 3. 

Santiago Abascal, leader di Vox, ha respinto le accuse dei popolari di aver fatto perdere alla destra le elezioni, definendo il PP “piccola destra codarda”, che aveva la maggioranza assoluta e non è stato capace di far fronte alla sinistra e agli indipendentisti catalani. 

Le forze indipendentiste catalane hanno celebrato il risultato presentandosi come l’unica barriera “al fascismo” rappresentato da Vox e chiesto la liberazione dei politici in carcere per i reati connessi al referendum indipendentismo del 1 ottobre 2017.

Il sistema politico spagnolo, caratterizzato da un bipolarismo imperfetto fino alle elezioni del 2011, in cui popolari e socialisti si alternavano al governo con l’appoggio dei partiti regionali catalani e baschi, ha iniziato a frammentarsi da allora, prima con l’apparizione di Podemos e di Ciudadanos, nelle elezioni del 2015 e del 2016, e ora con con l’ingresso in parlamento di Vox. Il risultato dei socialisti è il più basso di un partito che ha vinto le elezioni nella storia della democrazia spagnola. È la settima volta, su quattordici elezioni, che i socialisti vincono le elezioni dal ritorno alla democrazia, l’ultima volta nel 2008. 

Le Cortes sono completate dal Senato, con minori poteri e in cui le province e le isole sono rappresentate in modo paritetico. Con il 60% dei voti scrutinati, i socialisti hanno conquistato 123 dei 206 seggi in ballo, 54 vanno ai popolari, 10 a Sinistra Repubblicana di Catalogna, 9 al Partito Nazionalista Basco, 3 a Navarra Suma e a Ciudadanos, 2 a Junts per Catalunya, 1 ciascuno a Coalición Canaria, Coalición por Melilla (formazione regionalista di sinistra della città di Melilla, enclave nordafricana della Spagna), Bildu e Agrupación Socialista de la Gomera, formazione socialista indipendente dell’isola Canaria di La Gomera. 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.