Somalia: raid aereo USA uccide 3 militanti dell’Isis

Pubblicato il 28 aprile 2019 alle 18:50 in Africa Somalia

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Un raid aereo statunitense ha ucciso 3 militanti dello Stato Islamico in Somalia, nella regione semi-autonoma di Puntland, due settimane dopo la morte del vice-leader in un altro raid via cielo.

L’incursione aerea è avvenuta venerdì 26 aprile. Secondo il resoconto di un testimone, alcuni missili hanno colpito due pozzi nella periferia del villaggio Timirshe, situato circa 60 km a sud-est della capitale commerciale di Puntland, Bosaso. L’indomani, il maggiore generale Gregg Olson, direttore delle operazioni del Commando Africano degli Stati Uniti (AFRICOM), ha divulgato la notizia tramite un comunicato online, nel quale si legge: “Questo raid aereo ha eliminato i membri somali dell’Isis rifugiati in un luogo remoto nella Somalia settentrionale”.

Un residente locale, Ahmed Nur, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters di aver udito lo schianto di 4 missili nella periferia del villaggio, e ha spiegato che i pozzi in questione erano usati tanto dai militanti dell’Isis quanto dai combattenti del gruppo islamista rivale operativo nella regione, al-Shabaab, movimento affiliato ad al-Qaeda. A questo proposito, anche un ufficiale dei servizi di intelligence regionali di Puntland, chiedendo di parlare sotto anonimato, ha confermato telefonicamente a Reuters che il raid aereo ha preso di mira entrambi i gruppi, sia l’Isis sia al-Shabaab. L’uomo ha affermato che ci sono vittime e feriti, e un’indagine in corso, aggiungendo che in recenti scontri al-Shabaab aveva conquistato 3 basi dello Stato Islamico.

AFRICOM ha inoltre rivendicato la propria responsabilità relativamente all’uccisione del vice-leader regionale dell’Isis, Abdulhakim Dhuqub, avvenuta lo scorso 14 aprile. Secondo le Nazioni Unite, nel 2004 Dhuqub aveva aiutato a creare la prima cellula terroristica di al-Ittihad al-Islamiya (AIAI), predecessore ideologico di al-Shabaab, che combatte contro il governo nazionale somalo da oltre un decennio. In seguito, Dhuqub aveva disertato il movimento per unirsi allo Stato Islamico.

La più grande operazione via cielo nel Paese, in tempi recenti, risale al 19 gennaio 2019, quando l’esercito statunitense ha condotto un raid aereo sulla Somalia, uccidendo 52 militanti islamici di al-Shabaab, i quali avevano attaccato una base militare somala nel corso della medesima giornata.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed Fermajo, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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