Messico: centinaia di migranti in fuga a nord a bordo de ‘La Bestia’

Pubblicato il 28 aprile 2019 alle 6:00 in Immigrazione Messico

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Centinaia di migranti sono fuggiti da un centro di accoglienza nel sud del Paese e si sono imbarcati a bordo di un treno merci per tentare di raggiungere gli Stati Uniti, nel contesto degli sforzi messicani di arginare il fenomeno migratorio, sotto le pressioni dell’amministrazione Trump.

La pericolosa mossa di salire a bordo del treno merci, ormai noto “La Bestia”, fa seguito a un’evacuazione di massa di un folto gruppo di migranti da un centro di detenzione situato nella città di confine meridionale di Tapachula; la fuga è avvenuta nella notte di giovedì 25 aprile. Secondo le stime governative, sono circa 1.300 i migranti fuggiti in un primo momento, sebbene poi gran parte di loro abbia fatto ritorno al rifugio. Tra le persone che hanno tentato la strada del treno merci, vi sono uomini, donne e bambini provenienti da diversi Paesi; essi hanno approfittato del momento in cui il treno ha rallentato per fermarsi nella cittadina di Arriaga, nello Stato meridionale di Chiapas, per salire sul veicolo. Secondo le autorità locali preposte, sono almeno 395 gli individui che si sono imbarcati. Il gruppo è sceso dal treno il giorno dopo, venerdì 26 aprile, dopo aver raggiunto la cittadina di  Ixtepec, a nord-ovest di Arriaga.

La fuga dei migranti dal centro di detenzione di Tapachula rappresenta una delle più importanti degli ultimi anni, e giunge in seguito agli sforzi del Paese volti ad arginare l’emigrazione e rimpatriare i migranti. Trump ha minacciato di chiudere la frontiera statunitense con il Messico, qualora l’amministrazione del presidente messicano, Andres Manuel Lopez Obrador, non ponga fine all’ondata migratoria illegale che raggiunge la frontiera nordamericana.

Venerdì 26 aprile, l’istituto per la migrazione del Messico ha reso noto che delle circa 645 persone fuggite dal rifugio, 35 avevano già fatto ritorno. L’ente ha aggiunto con un comunicato successivo che si è trattato per gran parte di cubani, giunti in Messico in numero crescente negli ultimi mesi. La struttura per i migranti di Tapachula ospita al momento 980 cubani su un totale di 1.745 persone. Secondo le stime di alcuni gruppi umanitari, il luogo è adibito a contenere circa la metà del numero attualmente raggiunto. Le famiglie dei migranti ospitati nel centro messicano in questione hanno spiegato che le condizioni di vita all’interno della struttura sono difficili, che si dorme sul pavimento, si mangia poco e mancano cure mediche primarie.

I cubani, come pure altri migranti di regioni diverse dall’America Centrale, si sono andati a sommare alla pressione migratoria che il Messico già subisce; i centri di accoglienza e smistamento dei migranti sono sovraffollati, e quasi tutti ben al di sopra della capacità di afflusso per la quale sono stati progettati. L’ufficio per l’immigrazione del Costa Rica, nella medesima giornata di venerdì, ha reso noto che oltre cento persone, tra cubani e africani , svalicano in media ogni giorno nel Paese da Panama, diretti a nord.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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