USA sanzionano ministro degli Esteri venezuelano

Pubblicato il 27 aprile 2019 alle 13:01 in USA e Canada Venezuela

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Gli Stati Uniti, venerdì 27 aprile, hanno imposto sanzioni contro il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, annunciando che perseguiranno tutti i membri del governo del presidente Nicolas Maduro per corruzione, come anche i funzionari che amministrano per suo conto.

L’annuncio della nuova mossa americana ai danni del gabinetto di Maduro, nel contesto della crisi venezuelana, è stato divulgato dal Dipartimento del Tesoro americano nella giornata di venerdì 27 aprile. L’ultima serie di sanzioni ha preso di mira in particolare il ministro degli Esteri, Jorge Arreaza, e un giudice che esercitava presso la Corte di Appello di Caracas, Carol Padilla. Il Segretario del Tesoro statunitense, Steven Mnuchin, ha pubblicato un comunicato in cui annuncia che Washington non “resterà impassibile a guardare” mentre il regime illegittimo di Maduro “spoglia il popolo venezuelano di ricchezze, umanità, e del diritto alla democrazia”. Mnuchin ha poi motivato le recenti sanzioni, affermando che il Dipartimento del Tesoro continuerà a prendere di mira con misure punitive i politici “corrotti di Maduro”, tra cui coloro che hanno la funzione di condurre affari diplomatici ed esercitare la giustizia per conto di “questo regime illegittimo”.

Da parte sua, il Ministero degli Esteri di Caracas ha risposto con veemenza attaccando le sanzioni e definendole “unilaterali e illegali”. Con tali nuove misure, ha annunciato l’organo ministeriale del Paese sudamericano, l’amministrazione Trump starebbe cercando di “mettere a tacere la voce del Venezuela nel mondo”.

Nella medesima giornata di venerdì, in un comunicato separato, il Dipartimento di Stato americano ha reso noto che le nuove sanzioni sono un “reminder” del fatto che le autorità venezuelane a partire da marzo hanno incarcerato il principale consigliere e braccio destro di Juan Guaidó, Roberto Marrero, e che azioni del genere non resteranno impunite. “Se Nicolas Maduro e i suoi alleati continueranno a usare l’incarcerazione e l’intimidazione contro il governo legittimo e il popolo del Venezuela, gli Stati Uniti risponderanno”, ha annunciato il Dipartimento di Stato, rinnovando la richiesta del rilascio perentorio di Marrero.

Washington accusa Maduro del collasso economico del Paese latinoamericano e di minare la democrazia nazionale. L’amministrazione Trump ha ufficialmente riconosciuto l’ex leader dell’opposizione, Guaidó, come presidente ad interim di Caracas, e ha chiesto a Maduro, socialista al potere dal 2013, di dimettersi. Da quando gli Stati Uniti hanno riconosciuto Guaidó, a gennaio, il ministro degli Esteri Arreaza ha compiuto visite regolari negli States, in particolare presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York, dove ha tentato di raccogliere consensi internazionali per Maduro. Arreaza è sposato con la primogenita di Hugo Chavez, ex presidente venezuelano morto di cancro nel 2013. Non è ancora chiaro se da adesso in poi le recenti sanzioni proibiranno al diplomatico di recarsi in viaggio all’Onu.

Giovedì 25 aprile, Arreaza aveva preso la parola davanti a una sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul multilateralismo, al cospetto di 193 membri. Il giorno prima, l’uomo aveva incontrato il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, per discutere personalmente della situazione umanitaria nel suo Paese. Sempre mercoledì 24 aprile, Arreaza aveva altresì incontrato il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, a New York. Il ministro venezuelano è attivo anche su Twitter, dove interagisce in maniera diretta tanto con il presidente americano, Donald Trump, quanto con il suo consigliere nazionale in materia di sicurezza, John Bolton.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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