Trump ritirerà Stati Uniti dal Trattato Onu sul Commercio delle Armi

Pubblicato il 27 aprile 2019 alle 17:48 in USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato a sorpresa, davanti alla platea della National Rifle Association (NRA), che Washington ritirerà la propria firma dal Trattato Onu internazionale sul commercio delle armi firmato nel 2013 dall’allora presidente, Barack Obama, e da sempre criticato dalla NRA e altri gruppi conservatori.

Nella giornata di venerdì 26 aprile, in occasione dell’incontro annuale dei membri della National Rifle Association (NRA), la lobby delle armi americana, a Indianapolis, Trump ha annunciato che intende revocare lo stato di Paese firmatario degli Stati Uniti dal Trattato sul Commercio delle Armi, ancora mai ratificato formalmente dal Senato americano. “Ritireremo la nostra firma”, ha annunciato il capo della Casa Bianca davanti alla platea, che ha accolto entusiasticamente la notizia. Il presidente ha aggiunto che non permetterà a “burocratici stranieri di calpestare le libertà del Secondo Emendamento”; poi su Twitter, ha definito la decisione una “difesa della sovranità americana”. Nella sua visita, Trump è stato affiancato dal consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Bolton, anch’egli sostenitore del ritiro di Washington dai trattati internazionali, preoccupato che possano minare l’autorità americana.

Il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, ha definito il trattato un “epocale successo negli sforzi volti ad assicurare responsabilità nei trasferimenti internazionali delle armi”, e i funzionari dell’Onu si sono detti sorpresi, non sapendo che Trump intendeva revocare la firma degli Stati Uniti. Il presidente ha affermato che le Nazioni Unite riceveranno a breve la notifica formale.

Il discorso annuale di Trump dinanzi alla National Rifle Association è il terzo consecutivo. Dalla sua elezione, Trump è stato un attivo sostenitore del diritto al possesso delle armi. L’NRA ha a lungo criticato il trattato, documento che regola il commercio delle armi convenzionali, pari al valore di 70 miliardi di dollari, e che mira a tenere le armi il più possibile fuori dalla portata dei trafficanti. La lobby sostiene che tale accordo mini i diritti nazionali americani al possesso e all’uso delle armi, opinione respinta dall’ex amministrazione Obama. Il trattato concerne le esportazioni di armi, dalle più piccole fino ai carri armati, ma non le vendite nazionali. L’NRA è una delle maggiori lobby sostenitrici di Trump, e ha speso 30,3 milioni di dollari per sostenerlo nella campagna presidenziale del 2016, secondo i dati forniti dal centro di monitoraggio delle spese delle campagne politiche, il Center for Responsive Politics.

Il Trattato era stato adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 67/234B del 2 aprile 2013, ed era entrato in vigore il 24 dicembre 2014. Gli Stati parti ufficialmente, al momento, erano 101, e altri 29, tra cui gli Stati Uniti, avevano firmato, ma non ancora ratificato l’adesione. Sotto Obama, Washington, primo esportatore di armi a livello mondiale, aveva votato a favore.

L’annuncio di Trumo ha immediatamente innescato critiche da parte dei gruppi umanitari internazionali. “Gli Stati Uniti adesso andranno a braccetto con l’Iran, la Corea del Nord e la Siria come Paesi non firmatari di questo trattato storico, il cui solo obiettivo è proteggere persone innocenti da armi mortali”, ha commentato il presidente di Ofxam America, Abby Maxman.

Con l’annuncio di venerdì 26 aprile, Trump continua a portare avanti una politica di progressiva ritratta delle iniziative promosse da Obama. Due anni prima, il presidente aveva annunciato il ritiro di Washington dall’Accordo sul Clima di Parigi, volto a ridurre le emissioni globali inquinanti di CO2. A maggio 2018, egli aveva inoltre ritirato gli Stati Uniti dall’accordo nucleare internazionale con l’Iran, il Joint Comprehension Plan of Action (JCPA). Il JCPA è l’accordo sul nucleare firmato il 14 luglio 2015 a Vienna da Iran, Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Regno Unito e Germania, e prevedeva la revoca delle sanzioni internazionali imposte alla Repubblica Islamica, in cambio dell’impegno di quest’ultima a limitare il suo programma nucleare. Secondo l’amministrazione Trump, l’accordo non è riuscito a privare l’Iran dei mezzi necessari per sviluppare un’arma atomica e nemmeno ad interrompere la sua ingerenza sui Paesi vicini del Medio Oriente.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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