Russia: conferenza a Pechino, Putin parla di Iran, Ucraina e Siria

Pubblicato il 27 aprile 2019 alle 15:08 in Russia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente russo, Vladimir Putin, sabato 27 aprile, in occasione di una conferenza sugli investimenti a Pechino, si è pronunciato in merito alle esportazioni di petrolio dell’Iran, alla posizione del nuovo presidente ucraino in merito all’Ucraina orientale, e all’ipotesi di un assalto militare nella provincia siriana di Idlib.

Nel tentativo di aumentare le pressioni economiche e diplomatiche su Teheran, Washington ha chiesto a tutti i compratori internazionali di greggio iraniano di interrompere i loro acquisti entro il primo maggio 2019, se non vorranno andare incontro a sanzioni statunitensi. Washington si aspetta che l’Arabia Saudita, così come gli altri Paesi alleati nel Golfo, aumenti la propria produzione nazionale per supplire alla penuria derivante da un simile embargo verso il petrolio iraniano. In questo contesto, Putin, durante la conferenza tenutasi sabato 27 aprile a Pechino, ha annunciato di non essere al corrente di alcuna intenzione manifestata dall’Arabia Saudita per aumentare la propria produzione di greggio. Quando gli è stata chiesta la sua opinione in merito alla questione, il leader di Mosca ha commentato che spera Riad decida di non compensare per i volumi iraniani con i buyer internazionali, e che comunque, anche qualora ciò dovesse accadere, ci sono accordi a cui bisogna attenersi stabiliti per tutti i Paesi membri dell’OPEC. Il riferimento riguarda un piano volto a ridurre la produzione globale e firmato tanto dall’OPEC quanto dalla Russia, in vigore fino alla fine di giugno 2019. Putin ha sottolineato che né l’Arabia Saudita né altri membri dell’OPEC hanno manifestato l’intenzione di recedere da tale accordo, e che “non ha idea” di come il mercato energetico mondiale reagirà di fronte all’inasprimento delle sanzioni nordamericane contro l’Iran.

Washington, dal canto suo, ha detto che sta lavorando fianco a fianco con Riad e con gli Emirati Arabi Uniti per assicurarsi che il mercato abbia rifornimenti sufficienti, tuttavia gli analisti temono che la mossa americana, insieme alle sanzioni contro il Venezuela, porti a una situazione di penuria internazionale.

Nell’ambito della stessa conferenza, Putin si è espresso anche in merito all’Ucraina, affermando che è interessato a conoscere la posizione del neoeletto presidente del Paese, Volodymyr Zelenskiy, circa il conflitto in corso nell’Ucraina orientale. Putin ha altresì affermato che dovrà discutere con lui varie soluzioni per porre fine al conflitto, del quale il popolo ucraino è ormai “stanco”.

Infine, il presidente moscovita ha parlato dell’ipotesi di un’offensiva massiccia delle forze governative siriane contro i militanti arroccatisi nella provincia settentrionale del Paese, Idlib; in tal proposito, Putin ha commentato che una campagna militare su larga scala “non è conveniente adesso”, e che bisogna prendere in considerazione la necessità di proteggere la sicurezza dei civili. Infine, il capo di Stato russo ha promesso che Mosca, che è sempre stata schierata con il regime di Damasco del presidente siriano, Bashar al-Assad, lavorerà fianco a fianco con le forze di opposizione siriane per costituire un comitato costituzionale, nel quadro degli sforzi atti ad assicurare una risoluzione politica del conflitto civile nel Paese.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.