Teheran lancia l’allarme: sovrastimate le capacità petrolifere del Golfo

Pubblicato il 26 aprile 2019 alle 18:07 in Arabia Saudita Emirati Arabi Uniti Iran

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti stanno sovrastimando le loro capacità petrolifere, secondo quanto riferito dal ministro iraniano del Petrolio, Bijan Zanganeh. Secondo Teheran, la mancanza di greggio iraniano sul mercato mondiale potrebbe causare una scarsità di oro nero. 

Secondo quanto riferisce l’agenzia ufficiale della Repubblica Islamica, IRNA, le autorità iraniane hanno lanciato l’avvertimento e hanno sottolineato che l’inasprimento delle sanzioni statunitensi non è “un bluff, ma è il risultato di un’ostilità molto violenta nei confronti della nazione iraniana”. Tali dichiarazioni si riferiscono alle aspettative che i due Paesi del Golfo compensino l’eventuale diminuzione dell’offerta mondiale di greggio, causata da maggiori sanzioni statunitensi contro Teheran. Lunedì 22 aprile, infatti, il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha affermato che non rinnoverà le esenzioni agli 8 Paesi che erano stati autorizzati a continuare comprare petrolio dall’Iran. La notizia ha causato un aumento dei prezzi del greggio, ma Pompeo ha riferito di aver ricevuto l’impegno da parte dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti ad aumentare la propria produzione, per garantire che le forniture di petrolio e il suo prezzo rimangano stabili.

Mercoledì 24 aprile, il ministro dell’Energia saudita, Khalid Al-Falih, ha dichiarato che al momento non c’è alcuna necessità di aumentare la produzione di petrolio, in risposta al rafforzamento delle sanzioni contro l’Iran. Tuttavia, ha rassicurato l’alleato americano dichiarando che l’Arabia Saudita sarebbe pronta a fornire più petrolio se questo fosse richiesto dai suoi acquirenti. Riad sta attualmente esportando 7 milioni di barili di petrolio al giorno. Nell’ambito di un accordo OPEC sulla fornitura, può aumentare le esportazioni fino a 10,3 milioni di barili. “Rimangono circa un milione di barili al giorno di greggio iraniano, e c’è abbondanza di offerta nel mercato per facilitare le transazioni e mantenere prezzi stabili”, ha riferito Brian Hook, rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Iran.

Il rapporto tra USA e Iran è estremamente teso da quando è in carica l’attuale amministrazione Trump. Gli Stati Uniti, infatti, si sono ritirati unilaterlamente dall’accordo sul nucleare del 2015, l’8 maggio 2018. Di conseguenza, Washington ha reimposto una serie di misure punitive contro Teheran. Il 5 novembre 2018, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato il pacchetto di sanzioni più grande di sempre contro l’Iran, che ha colpito oltre 700 individui e società iraniane. L’obiettivo a breve termine delle misure, aveva spiegato il comunicato del Tesoro, era quello di impedire che il Paese mediorientale continuasse a finanziare le proprie attività maligne e ad esercitare una forte pressione sulla regione.

La finalità ultima era quella che l’Iran fosse spinto a negoziare un nuovo accordo, in cui si impegnasse a non portare avanti nessun tipo di sviluppo o acquisto nucleare o missilistico. Recentemente, il 23 aprile, i Guardiani della Rivoluzione dell’Iran hanno minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz, un importante canale commerciale, e il Ministero del Petrolio ha comunicato di essere preparato ad affrontare i nuovi attacchi americani. Ciò si riferiva proprio al fatto che l’Iran non teme di affrontare l’ultima decisione americana di non concedere più esenzioni dalle sanzioni agli ultimi compratori di petrolio rimasti alla Repubblica Islamica. Infine, Teheran e Washington, in un botta e risposta molto teso, hanno etichettato gli eserciti del Paese avversario, definendoli organizzazioni terroristiche

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.