La storia terribile di Otto Warmbier, studente americano morto in Corea del Nord

Pubblicato il 26 aprile 2019 alle 9:32 in Corea del Nord USA e Canada

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Il governo della Corea del Nord ha presentato agli Stati Uniti un conto di 2 milioni di dollari per le cure ospedaliere di Otto Warmbier, lo studente universitario americano detenuto come prigioniero da Pyongyang e morto pochi giorni dopo il rilascio. La terribile Storia di Otto Warmbier. 

Warmbier era in stato comatoso al momento della sua liberazione dalla custodia della Corea del Nord e morì pochi giorni dopo il suo ritorno negli Stati Uniti. Pyongyang ha, tuttavia, insistito affinché gli Stati Uniti firmassero un impegno a pagare il conto prima di rilasciarlo, nel 2017, secondo alcune fonti che hanno familiarità con la questione. In un video pubblicato dalla CNN si vedono le ultime immagini del ragazzo, che viene portato a casa su una barella e in condizioni estremamente critiche. Lo studente americano era stato arrestato per aver strappato un volantino di propaganda all’interno dell’hotel in cui si trovava, a Pyongyang. 

Il conto per le cure ricevute da Otto Warmbier in prigione è stato consegnato a Joseph Yun, l’ex rappresentante speciale del Dipartimento di Stato per la Corea del Nord, che si è recato a Pyongyang nel giugno 2017 per portare a casa lo studente. Yun, che aveva ricevuto ordini dal presidente americano, Donald Trump, di portare a casa Warmbier, firmò il documento, dopo aver informato l’allora segretario di Stato, Rex Tillerson. Tillerson avrebbe poi riferito a Trump del conto, in un secondo momento. L’amministrazione Trump non ha pagato quell’ammontare, aggiungendo che la Corea del Nord non ha sollevato la questione, nel tentativo di allentare le tensioni con gli Stati Uniti. 

All’inizio del mese di aprile, in un evento a cui ha partecipato la famiglia di Otto Warmbier, Pompeo ha respinto l’idea che gli Stati Uniti potessero pagare un riscatto per la liberazione dei propri ostaggi. “Per favore ricordiamo che tutto il denaro consegnato a un terrorista o a un regime terrorista gli da modo di prendere in ostaggio più persone del nostro popolo”, ha dichiarato. “Non possiamo accettare questo rischio, non lo chiederei a nessuno”, ha poi aggiunti. Nonostante i nordcoreani non abbiano ripresentato il conto, durante i due vertici di Trump con Kim Jong Un, a Singapore e in Vietnam, una fonte interna al Dipartimento di Stato ha osservato che questo pagamento potrebbe essere richiesto. Questo dipende dal fatto che il ministero degli Affari Esteri in Corea del Nord sta guadagnando influenza al tavolo dei negoziati. E sono proprio loro che hanno consegnato a Yun le spese per la detenzione di Otto Warmbier.

Intervistato dalla CNN, il 25 aprile, Yun ha dichiarato di non poter confermare tali eventi, a causa della natura sensibile dell’argomento. “Non posso confermarlo,” ha dichiarato Yun. “Questi sono scambi diplomatici e negoziati che non confermo”, ha poi aggiunto. “Non commentiamo i negoziati sugli ostaggi, motivo per cui hanno avuto tanto successo durante questa amministrazione”, ha riferito la segretaria dell’ufficio stampa della Casa Bianca, Sarah Sanders. Il Dipartimento di Stato ha rifiutato di commentare gli eventi e ha fatto poi riferimento alla risposta di Sanders. Il Washington Post è stato il primo giornale a segnalare che la Corea del Nord aveva presentato tale conto ai rappresentanti americani.

Warmbier è stato arrestato da funzionari nordcoreani nel gennaio 2016 mentre tentava di tornare negli Stati Uniti, dopo aver partecipato ad un tour guidato e strettamente controllato del Paese. È stato restituito alla sua famiglia “con gravi danni cerebrali e in uno stato non reattivo” il 13 giugno 2017 ed è morto 6 giorni dopo. Fred Warmbier, padre di Otto, ha dichiarato che non era a conoscenza del conto da pagare, che ha definito il “riscatto” per il figlio defunto. A febbraio, Trump è stato comprensivo con Kim Jong-Un, durante il loro secondo summit in Vietnam, quando il dittatore nordcoreano ha negato di essere stato a conoscenza del maltrattamento di Otto durante la sua prigionia. “Mi ha detto che non lo sapeva e lo prenderò in parola”, ha riferito Trump, durante una conferenza stampa. Il presidente americano ha poi aggiunto che Kim “si sentiva molto male, ma conosceva molto bene il caso, ma lo è venuto a sapere dopo gli eventi”.

Questi commenti hanno suscitato un aspro rimprovero da parte della famiglia Warmbier. “Siamo stati rispettosi durante questo processo al vertice, ora dobbiamo parlare apertamente, Kim e il suo regime malvagio sono responsabili della morte di nostro figlio Otto. Kim e il suo regime malvagio sono responsabili di crudeltà e disumanità inimmaginabili, dovete cambiare tutto questo, grazie”, hanno riferito Fred e Cindy Warmbier, i genitori di Otto, alla stampa. Successivamente, Trump ha affrontato il problema con un post su Twitter, in cui sosteneva di essere stato “male interpretato”. “Non mi piace mai essere male interpretato, ma soprattutto quando si tratta di Otto Warmbier e della sua grande famiglia”, ha scritto il presidente all’epoca. “Ricordate, ho portato fuori Otto insieme ad altri 3 ostaggi: la precedente amministrazione non ha fatto nulla ed era stato catturato quando erano loro in carica”, ha aggiunto il presidente americano.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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