Fonti diplomatiche: “Trump ha autorizzato l’assalto di Haftar a Tripoli”

Pubblicato il 25 aprile 2019 alle 10:31 in Libia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno dato l’ok al generale Khalifa Haftar per l’assalto di Tripoli. È quanto riferisce Bloomberg, citando fonti diplomatiche.

Secondo il quotidiano americano, in una telefonata precedente all’assalto alla capitale libica da parte delle forze di Haftar, il presidente Donald Trump avrebbe avuto un colloquio telefonico con il generale libico per esprimere il proprio supporto all’azione militare. In un altro colloquio telefonico, anche il consigliere per la Sicurezza nazionale americano, John Bolton, avrebbe dato luce verde a Haftar per scatenare l’offensiva a Tripoli contro il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Fayez Serraj.

Bloomberg riferisce che la conversazione telefonica tra Trump e il generale libico sarebbe avvenuta durante l’incontro il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, il 9 aprile a Washington. Come è noto, il Cairo è molto vicino ad Haftar ed appoggia il governo di Tobruk, sostenuto dal generale e dal suo Esercito Nazionale Libico (LNA). Il quotidiano americano sostiene che al-Sisi abbia esercitato pressione affinché Trump desse il proprio sostegno alle azioni militari di Haftar.

Tali informazioni sono state omesse dalle dichiarazioni pubbliche effettuate dalla Casa Bianca il 15 aprile, in cui si legge che Trump e Haftar hanno intrattenuto un colloquio telefonico durante il quale il presidente americano ha riconosciuto tacitamente il generale come leader della Libia, sferrando un duro colpo al governo di Tripoli. Il comunicato ufficiale, inoltre, rende noto che Trump apprezza gli sforzi antiterrorismo di Haftar in Libia. L’annuncio era stato dato all’indomani della decisione americana e russa di non appoggiare una risoluzione britannica in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per un nuovo cessate-il-fuoco in Libia. Mosca ha rifiutato incolpando Haftar delle recenti violenze, mentre Washington non ha motivato ufficialmente la sua scelta.

Al momento, i portavoce della Casa Bianca si sono rifiutati di commentare quanto riportato da Bloomberg, riferendo soltanto che i dettagli riportati sulle telefonate tra Trump, Haftar e Bolton sono imprecisi. Se confermato, l’incoraggiamento di Washington nei confronti di Haftar rappresenta un cambiamento radicale rispetto alla posizione assunta dal segretario di Stato americano, Mike Pmpeo, il 7 aprile. In tale data, Pompeo aveva dichiarato che gli USA si opponevano chiaramente all’offensiva militare di Haftar, chiedendo l’immediata sospensione delle operazioni contro Tripoli.

Il senatore repubblicano del Sud Carolina, Lindsay Graham, alleato di Trump, sulla questione ha dichiarato di non essere preoccupato dalle affermazioni del presidente americano nella telefonata segreta con Haftar. A suo dire, è più temibile che gli USA stiano incoraggiando un governo militare in Libia. “Dobbiamo colloquiare con tutte le parti coinvolte. Sarebbe un grave errore appoggiare un gruppo facendolo prevalere sull’altro”, ha specificato Graham.

Mentre Haftar gode dell’appoggio di Egitto, Russia, Francia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, il governo di Tripoli, guidato dal premier Serraj, è sostenuto da Italia, Turchia e Qatar. Dopo aver avviato una campagna antiterrorismo all’inizio di gennaio, le forze di Haftar hanno conquistato le aree certarli e meridionali della Libia, in prossimità della regione del Fezzan, per poi lanciare un assalto contro Tripoli, il 4 aprile. Da allora, sono in corso scontri tra le milizie che supportano il GNA e l’Esercito Nazionale Libico. Ad oggi, le vittime del conflitto ammontano a 213, mentre i feriti a 1009 secondo le stime riportate dal quotidiano Libya Herald che cita la World Healt Organization (WHO).

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Sofia Cecinini

di Redazione

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