Ambasciatore USA minaccia Mosca con portaerei nel Mediterraneo

Pubblicato il 25 aprile 2019 alle 6:20 in NATO Russia USA e Canada

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L’ambasciatore statunitense in Russia, John Huntsman, ha dichiarato che il gruppo di portaerei americane nel Mediterraneo devono servire come segnale per Mosca.

È quanto emerge da un comunicato stampa della Sesta Flotta degli Stati Uniti e pubblicato sulla pagina ufficiale della Marina Militare statunitense.

“Ovviamente c’è bisogno di contatti diplomatici e dialogo, ma riteniamo che i potenti sistemi di difesa di queste navi debbano servire per far capire alla Russia che se davvero vuole migliorare i rapporti con gli Stati Uniti deve interrompere le attività destabilizzanti che sta portando avanti in tutto il mondo”, ha dichiarato Huntsman.

Stando alle parole dell’ambasciatore, che suonano più come una minaccia,  “ogni portaerei vale centomila tonnellate di diplomazia internazionale”.

Due gruppi di portaerei della flotta statunitense hanno iniziato operazioni congiunte nella regione nella giornata di martedì 23 aprile. Si tratta in totale di 130 aerei, 10 navi, tra cui le portaerei USS Abraham Lincoln e USS John C. Stennis (classe Nimitz), e 9 mila militari della Marina.

Risale al 2016 l’ultima volta che due gruppi di portaerei della flotta americana erano stati presenti contemporaneamente nel Mar Mediterraneo.

Negli ultimi anni, la Russia ha notato presso i suoi confini occidentali un’attività della NATO senza precedenti. L’Alleanza continua ad ampliare le proprie iniziative in questo campo, sostendendo si tratti di “misure di contenzione e di risposta all’aggressione russa”.

Da parte sua, il portavoce del presidente russo, Dmitrij Peskov, ha dichiarato in più occasioni che Mosca non rappresenta una minacci per nessuno, ma che non può ignorare e non ignorerà nessuna azione potenzialmente pericolosa per i suoi interessi.

Lo scorso 17 aprile, un portavoce dell’ambasciata russa a Londra,  riferendosi al recente invio di un gruppo di elicotteri della NATO lungo il confine estone con la Russia, ha affermato che “la militarizzazione dei paesi membri della NATO non concorre di certo ad aumentare il livello di sicurezza delle loro popolazioni”.  “L’invio di un altro gruppo di elicotteri in Estonia e i continui appelli al contenimento della Russia hanno tutta l’aria di essere un’altra deliberata provocazione. […] queste azioni riflettono il desiderio di Londra di mantenere viva l’idea di un Russia aggressiva con tutti i mezzi possibili, inclusa la NATO”, ha dichiarato il portavoce.

Anche le autorità francesi hanno recentemente deciso di inviare quasi trecento delle loro truppe al confine estone con la Russia, insieme a veicoli da combattimento di fanteria, mentre militari e attrezzature saranno schierati nella base della NATO estone di Tapa, a poco più di 140 chilometri dal confine russo.

All’inizio di aprile, il viceministro degli Esteri russo, Alexander Grushko, in una riunione sulle relazioni tra la Russia e la NATO, ha spiegato come Mosca intende rispondere ai nuovi programmi di armamento dell’Alleanza in Europa.

“Sappiamo molto bene quali programmi di armamento esistono oggigiorno, e che questi programmi non sono affatto finalizzati alla lotta al terrorismo. […] si tratta di programmi organizzati secondo gli schemi della guerra fredda”, ha dichiarato Grushko, sottolineando che la risposta della Russia “sarà simmetrica”.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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