Iran: l’esercito USA è un’organizzazione terroristica

Pubblicato il 24 aprile 2019 alle 10:18 in Iran Medio Oriente

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I parlamentari iraniani hanno approvato un disegno di legge che definisce formalmente tutte le forze militari americane come “terroriste”. 

Questo provvedimento ufficializza la decisione di etichettare le truppe americane in Medio Oriente come “terroriste”, che è stata presa in risposta all’inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) iraniane nella lista delle organizzazioni terroristiche, effettuato da parte degli Stati Uniti, all’inizio del mese di aprile. A Teheran, 173 parlamentari su 215, hanno votato a favore della nuova legge. Solo 4 hanno votato contro, mentre il resto si è astenuto. La Camera iraniana dispone di 290 seggi. Il disegno di legge conferma la precedente definizione iraniana del Comando Centrale degli Stati Uniti, noto anche come CENTCOM, e di tutte le sue forze, come “terroriste”. Qualsiasi assistenza, militare e non militare, compreso il supporto logistico al CENTCOM, che possa essere dannoso per l’IRGC, sarà considerata un’azione “terroristica”, ha riferito l’agenzia di stampa semi-ufficiale ISNA.

Il disegno di legge richiede inoltre che il governo iraniano intraprenda azioni non specificate contro altri governi che appoggiano formalmente la decisione degli Stati Uniti sull’IIRGC. Arabia Saudita, Bahrain e Israele hanno tutti sostenuto la mossa dell’amministrazione del presidente USA, Donald Trump. Inoltre, i legislatori hanno chiesto all’agenzia di intelligence iraniana di fornire un elenco di tutti i comandanti del CENTCOM, entro tre mesi, in modo che la magistratura della Repubblica Islamica possa processarli in contumacia per terrorismo. Il disegno di legge richiede ancora, tuttavia, l’approvazione definitiva da parte del garante costituzionale iraniano per diventare legge. Oltre a sottolineare il pessimo rapporto tra Washington e Teheran, non è chiaro quale impatto possa effettivamente avere questo ultimo provvedimento, nella regione e sullo scacchiere internazionale. L’IRGC è presente in Iraq, Siria, Libano e Yemen, e controlla basi missilistiche che si trovano in prossimità di postazioni dell’esercito statunitense. I Guardiani della rivoluzione sono anche responsabili dei missili balistici iraniani e dei programmi nucleari e rispondono direttamente al capo supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei. Si stima che la forza sia formata da 125.000 uomini, comprese le unità dell’esercito, della marina e dell’aviazione.

Il rapporto tra USA e Iran è estremamente teso da quando è in carica l’attuale amministrazione Trump. Gli Stati Uniti, infatti, si sono ritirati unilaterlamente dall’accordo sul nucleare del 2015, l’8 maggio 2018. Di conseguenza, Washington ha reimposto una serie di misure punitive contro Teheran. Il 5 novembre 2018, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato il pacchetto di sanzioni più grande di sempre contro l’Iran, che ha colpito oltre 700 individui e società iraniane. L’obiettivo a breve termine delle misure, aveva spiegato il comunicato del Tesoro, era quello di impedire che il Paese mediorientale continuasse a finanziare le proprie attività maligne e ad esercitare una forte pressione sulla regione. La finalità ultima era quella che l’Iran fosse spinto a negoziare un nuovo accordo, in cui si impegnasse a non portare avanti nessun tipo di sviluppo o acquisto nucleare o missilistico. Recentemente, il 23 aprile, i Guardiani della Rivoluzione dell’Iran hanno minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz, un importante canale commerciale, e il Ministero del Petrolio ha comunicato di essere preparato ad affrontare i nuovi attacchi americani. Ciò si riferisce, nello specifico, al fatto che l’Iran non teme di affrontare l’ultima decisione americana, annunciata il 22 aprile, di non concedere più esenzioni dalle sanzioni agli ultimi 8 compratori di petrolio rimasti alla Repubblica Islamica.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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