Embargo a Cuba: anche il Portogallo contro Washington

Pubblicato il 24 aprile 2019 alle 6:30 in Cuba Europa USA e Canada

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Il Portogallo si unisce alla Spagna, al Canada e alle istituzioni UE nella protesta contro l’attivazione del titolo III della legge Helms-Burton che rafforza l’embargo statunitense contro Cuba consentendo ai cittadini USA di chiedere i danni alle compagnie europee e canadesi che operano nella maggiore delle Antille.

In una dichiarazione rilasciata su Twitter, il Ministero degli Esteri del Portogallo ha lamentato che la decisione dell’amministrazione Trump di attivare il titolo III della legge Helms-Burton a, partire dal 2 maggio prossimo, “rafforza le tensioni commerciali tra l’Unione europea e gli Stati Uniti “e ha annunciato che continuerà a lavorare in seno alla UE per opporsi alla decisione di Washington.

“Il Portogallo si rammarica per la decisione degli Stati Uniti di autorizzare il ricorso ad azioni legali nel suo territorio protetto dal titolo III della legge Helms-Burton contro alcune società straniere che operano a Cuba”, si legge nella dichiarazione della diplomazia di Lisbona.

Secondo il Ministero degli Affari Esteri portoghese, gli effetti di questa decisione avranno un impatto diretto sugli interessi degli alleati europei della Casa Bianca.

“Questa decisione rafforza la tensione commerciale tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, che la dichiarazione comune del luglio 2018 ha cercato di mitigare” – ricorda la diplomazia portoghese nel messaggio pubblicato su Twitter.

Lisbona aggiunge che “continueremo a lavorare, specialmente nel contesto dell’UE, per contestare gli effetti di questa decisione e minimizzare l’impatto che potrebbe avere sugli operatori europei”.

Approvata nel 1996, la legge Helms-Burton codifica il blocco economico, finanziario e commerciale che Washington ha varato contro L’Avana tra il 1960 e il 1962. All’epoca il Portogallo fu l’unico paese della NATO a decidere di non aderire all’embargo contro Cuba. Il dittatore portoghese, Antonio de Oliveira Salazar, pur ideologicamente all’opposto di Castro, condannò la decisione di John F. Kennedy di varare l’embargo contro l’isola e Lisbona continuò a commerciare e ad avere relazioni diplomatiche con L’Avana, nonostante Salazar avesse offerto asilo al dittatore cubano deposto dalla rivoluzione del 1959, Fulgencio Batista.

Anche la Spagna, all’epoca altra dittatura di stampo fascista, decise di non aderire all’embargo, ma Madrid non era membro della NATO, pur essendo legata a Washington da un trattato militare bilaterale.

Il titolo III della legge Helms-Burton, sospeso fino ad oggi, stabilisce meccanismi per i cittadini statunitensi per denunciare società di paesi terzi che presumibilmente hanno beneficiato di proprietà nazionalizzate dopo il trionfo della Rivoluzione cubana nel 1959.

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Traduzione dallo spagnolo e dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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