Arabia Saudita: giustiziate 37 persone per terrorismo, due corpi esposti in piazza

Pubblicato il 24 aprile 2019 alle 9:40 in Arabia Saudita Medio Oriente

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L’Arabia Saudita ha eseguito le condanne a morte di 37 persone, che erano colpevoli di crimini “terroristici”, e ha pubblicamente esposto i corpi di due degli uomini giustiziati, in cima a un palo. 

I 37 uomini sono stati condannati “per aver adottato il terrorismo e il pensiero estremista e per aver formato cellule terroristiche per corrompere e destabilizzare la sicurezza del Paese”, si legge in una dichiarazione dell’agenzia di stampa ufficiale saudita, citata da Al-Jazeera English. Nello specifico, gli individui sono stati giudicati colpevoli di aver organizzato ed effettuato un assalto contro alcune installazioni di sicurezza, muniti di esplosivi, e di aver ucciso alcuni agenti della sicurezza. Per portare a termine tale attacco, questi hanno collaborato con “organizzazioni nemiche” che operano contro gli interessi del Regno, ha riferito il Ministero dell’Interno, in una dichiarazione. Il Ministero ha poi aggiunto che le 37 persone sono state giudicate colpevoli secondo la legge e la loro sentenza per la condanna a morte era stata pronunciata dal Tribunale specializzato di Riad, che svolge  le funzioni di Corte Suprema e che si occupa dei processi per terrorismo. Le condanne iniziali erano state pronunciate a Riad, nelle città di Mecca e Medina, nella provincia centrale di al-Qassim e nella provincia di al-Sharqiyya, o Provincia Orientale, dove vive la minoranza sciita del Paese.

A seguito dell’esecuzione, i corpi di due uomini giustiziati sono stati appesi pubblicamente ad un palo, per diverse ore, una consuetudine che non è messa in atto frequentemente nel Regno e che ha suscitato polemiche per essere eccessivamente macabra. Secondo quanto riferisce Al-Jazeera English, non e stato specificato come sia stata eseguita la pena di morte, ma solitamente in Arabia Saudita sono note per essere portate a termine con un colpo di pistola o tramite la decapitazione con una spada, a volte in pubblico. Le esecuzioni sono tradizionalmente eseguite dopo le preghiere di mezzogiorno e le eventuali esposizioni pubbliche dei corpi dei criminali giustiziati durano per circa tre ore, fino alle preghiere del tardo pomeriggio. I resti di questi individui rimangono sulla una piazza principale con la testa mozzata e il corpo issato in cima a un palo. 

Almeno 100 persone sono state giustiziate in Arabia Saudita dall’inizio del 2019, secondo un conteggio basato sui dati ufficiali rilasciati dall’agenzia di stampa ufficiale saudita. L’anno scorso, lo Stato del Golfo, ha eseguito le condanne a morte di 149 persone, secondo Amnesty International. Solo l’Iran ha giustiziato più persone, in tale anno. Reati come il terrorismo, l’omicidio, lo stupro, la rapina a mano armata e il traffico di droga sono puniti  con la pena di morte, in Arabia Saudita, poiché secondo il governo questa rappresenta un forte deterrente contro tali crimini. Queste ultime sentenze capitali sono state eseguite un giorno dopo la rivendicazione, da parte dello Stato Islamico, di un attacco eseguito domenica 21 aprile,  ai danni di un edificio di sicurezza saudita nella città di Zulfi. In quell’attacco, tutti e 4 gli attentatori armati sono stati uccisi e 3 agenti di sicurezza sono rimasti feriti.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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