Iran-USA: Teheran minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz

Pubblicato il 23 aprile 2019 alle 10:52 in Iran USA e Canada

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I Guardiani della Rivoluzione dell’Iran hanno nuovamente minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz, mentre il Ministero del Petrolio ha comunicato di essere preparato ad affrontare i nuovi attacchi americani.

Le autorità iraniane hanno riferito, nello specifico, che sono pronte ad affrontare la decisione americana, annunciata il 22 aprile, di non concedere esenzioni dalle sanzioni ai compratori di petrolio della Repubblica Islamica. Una fonte anonima, proveniente dall’interno del Ministero del Petrolio iraniano ha riferito ai media locali che Teheran può gestire anche questo attacco, aggiungendo che gli Stati Uniti falliranno nel loro tentativo di portare le esportazioni petrolifere del Paese “a zero “. L’esenzione dalle sanzioni USA aveva permesso ad 8 Paesi di continuare ad acquistare greggio iraniano, nonostante le misure in atto contro la Repubblica Islamica.

Uno di questi 8 Paesi è l’India, che gode di buone relazioni con Washington, ma che non è d’accordo sull’insistenza degli Stati Uniti nel colpire la Repubblica Islamica. Tra gli altri Paesi che non saranno più autorizzati a commerciare petrolio con l’Iran ci sono Cina e Turchia. E’ necessario sottolineare che gli USA non godono di ottimi rapporti né con Pechino, con cui rimane in atto una “guerra delle tariffe”, né con Ankara, per via di una serie di disaccordi sull’acquisto di un sistema di difesa dalla Russia. La decisione americana non permetterà a questi Paesi di continuare a comprare greggio iraniano senza incorrere in sanzioni e potrebbe quindi causare ulteriori attriti con le due potenze regionali. Gli altri Paesi interessati dalle esenzioni erano Grecia, Italia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan, che avevano già pesantemente ridotto i loro acquisti dall’Iran, in previsione di un inasprimento delle misure contro la Repubblica Islamica.

Teheran ha, quindi, minacciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, come ritorsione contro le misure USA. ”Secondo la legge internazionale, lo Stretto di Hormuz è un passaggio marino e se non avremo il permesso di usarlo, lo chiuderemo”, ha riferito il generale Alireza Tangsiri, comandante della marina dei Guardiani della Rivoluzione. Lo stretto di Hormuz rappresenta un importante canale commerciale nel Golfo. L’Iran ha precedentemente minacciato di chiuderlo, se gli Stati Uniti avessero interferito con la sua capacità di esportare greggio. Fonti interne al Ministero del Petrolio sottolineano che la Repubblica Islamica ha monitorato e analizzato i possibili scenari e ha preso “misure appropriate”. “L’Iran non sta aspettando la decisione dell’America”, riferisce la fonte. “Abbiamo anni di esperienza nel neutralizzare gli sforzi dei nemici per colpire il nostro Paese”, ha poi aggiunto. Il ministero degli Esteri iraniano ha anche affermato che la decisione degli Stati Uniti non ha “alcun valore”. Tuttavia, le autorità della Repubblica Islamica sono consapevoli “degli effetti pratici negativi delle sanzioni” e hanno comunicato che rimarranno in contatto con le nazioni amiche e con i partner europei, per trovare delle soluzioni. Teheran ha aggiunto che, valutato l’effetto negativo delle sanzioni americane, dovrà quindi  “agire di conseguenza”.

I rapporti tra Iran e Stati Uniti sono peggiorati da quando gli USA si sono ritirati unilaterlamente dall’accordo sul nucleare del 2015, l’8 maggio 2018. Di conseguenza, Washington ha reimposto una serie di misure punitive contro Teheran. Il 5 novembre 2018, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato il pacchetto di sanzioni più grande di sempre contro l’Iran, che ha colpito oltre 700 individui e società iraniane. L’obiettivo a breve termine delle misure, secondo un comunicato del Tesoro rilasciato in tale occasione, era quello di impedire che il Paese mediorientale continuasse a finanziare le proprie attività maligne e ad esercitare una forte pressione sulla regione. La finalità ultima è quella che l’Iran sia spinto a trattare un nuovo accordo, in cui si impegni a non portare avanti nessun tipo di sviluppo o acquisto nucleare o missilistico. Recentemente, l’1 aprile, il governo degli Stati Uniti ha annunciato che sta considerando l’imposizione di ulteriori sanzioni contro l’Iran, che potrebbero andare a colpire alcuni settori dell’economia della Repubblica Islamica, non ancora toccati dalla crisi diplomatica tra i due Paesi. La Repubblica Islamica, in risposta, ha condannato l’atteggiamento americano e ha accusato Trump di fare del “terrorismo economico”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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