Attentati in Sri Lanka: le rivelazioni del governo e la rivendicazione dell’ISIS

Pubblicato il 23 aprile 2019 alle 14:00 in Nuova Zelanda Sri Lanka

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Il ministro della Difesa dello Sri Lanka ha dichiarato che gli attentati della domenica di Pasqua sono stati ideati come una vendetta contro l’attacco alle moschee in Nuova Zelanda. Intanto, l’ISIS rivendica gli assalti mortali. 

“Le indagini preliminari hanno rivelato che quello che è successo in Sri Lanka è stato una rappresaglia per l’attacco contro i musulmani a Christchurch”, ha riferito il ministro, Ruwan Wijewardene, al parlamento. Cinquanta persone sono state uccise nei due attacchi contro le moschee della città neozelandese di Christchurch, messi in atto il 15 marzo da fanatici della supremazia bianca. Secondo le autorità dello Sri Lanka  i responsabili degli attacchi sarebbero due organizzazioni islamiche locali. La prima è la National Thawheeth Jama’ath (NTJ) e la seconda è Jammiyathul Millathu Ibrahim (JMI). L’intenzione individuata dietro tali attentati è proprio quella di vendicare gli attacchi contro i fedeli musulmani in Nuova Zelanda.  Almeno 40 persone sono state arrestate con l’accusa di aver preso parte agli attentati. Le autorità dell’isola hanno imposto lo stato di emergenza, al fine di mantenere la massima sicurezza durante le indagini sugli attacchi di Pasqua. 

Tuttavia, tali dichiarazioni sono state rilasciate poche ore prima della rivendicazione degli attentati da parte dello Stato Islamico, avvenuta tramite la Amaq News Agency, controllata dall’ISIS. Il gruppo non ha fornito alcuna prova a supporto di tale annuncio, ma ha semplicemente dichiarato che gli attentati di Pasqua in Sri Lanka sono stati messi in atto “dai combattenti dello Stato Islamico”. Intanto, la popolazione dell’isola si è riunita per una giornata di lutto, martedì 23 aprile, in occasione dei primi funerali delle vittime. Una folla di persone si è ritrovata per portare fiori e omaggi durante la cerimonia cristiana che ha avuto luogo in una chiesa locale. Il numero dei morti, tuttavia, non smette di salire: il totale ammonta a 321 e sono ancora diverse centinaia i feriti, di cui alcuni in pericolo di vita.

Le dichiarazioni del Ministero della Difesa sugli attacchi arrivano il giorno dopo che Rajitha Senaratne, il ministro della Salute, aveva accusato il governo del presidente Maithripala Sirisena di non aver agito prontamente con un’operazione di intelligence, settimane prima degli attacchi. Senaratne ha anche accennato a un possibile ruolo di una rete terroristica internazionale negli attacchi. “Non crediamo che una piccola organizzazione locale possa mettere in atto tutto questo”, ha dichiarato Senaratne. “Ora stiamo studiando un possibile supporto internazionale e vari altri collegamenti che spieghino come hanno prodotto bombe come queste”, ha aggiunto. Un alto funzionario dell’antiterrorismo asiatico, che ha rifiutato di essere identificato, ha riferito che l’attacco è stato probabilmente eseguito da un gruppo con “capacità operative significative e guidato da comandanti esperti”.

In base a un censimento nazionale del 2012, sul totale della popolazione dello Sri Lanka, che conta circa 22 milioni di persone, il 70% è di religione buddista, il 12,6% Hindu, il 9,7% musulmano, e infine il 7,6% cristiano. In un rapporto del 2018 sui diritti umani nel Paese, il Dipartimento di Stato americano ha evidenziato che alcuni gruppi di cristiani e chiese hanno riferito di aver subito pressioni e intimidazioni per porre fine alle attività di preghiera, e che le autorità le hanno classificate come “raggruppamenti non autorizzati”. Il report ha inoltre messo in luce che i monaci buddisti srilankesi hanno cercato a più riprese di far chiudere luoghi di culto cristiani e musulmani.

Nel 2018, sono stati confermati 86 episodi di discriminazione, violenza e minacce ai danni dei cristiani nel Paese, secondo le stime fornite dalla National Christian Evangelical Alliance of Sri Lanka (NCEASL), organismo che rappresenta oltre 200 chiese e altre organizzazioni cristiane. Quest’anno, secondo il NCEASL, sono già avvenuti 26 episodi del genere, tra cui uno in cui alcuni monaci buddisti avrebbero tentato di interrompere una messa domenicale. Il più recente di tali incidenti risale al 25 marzo scorso.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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