Nigeria: 2 persone uccise, 3 rapite

Pubblicato il 22 aprile 2019 alle 6:00 in Africa Nigeria

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Alcuni aggressori non meglio identificati in Nigeria hanno ucciso una donna di nazionalità britannica e un uomo nigeriano, e hanno rapito altre 3 persone nella città settentrionale di Kaduna.

A renderlo noto sono state la polizia locale e la High Commission britannica, missione diplomatica del Regno Unito, nella giornata di domenica 21 aprile. La donna era una turista britannica recatasi in viaggio da Lagos, dove viveva, a Kaduna, e, secondo le prime ricostruzioni della polizia, aveva partecipato a una festa poco prima di essere aggredita.  La High Commission ha riconosciuto l’identità della donna in Faye Mooney, e in un comunicato ufficiale si è detta a conoscenza dell’accaduto, avvenuto venerdì 19 aprile. I parenti sono già stati avvertiti e la missione diplomatica sta lavorando in stretta cooperazione con le autorità nigeriane per portare avanti l’indagine in merito alla morte della donna.

Il portavoce della polizia di Kaduna ha spiegato la dinamica dell’aggressione, affermando che alcuni rapitori muniti di “armi pericolose” sono entrati in un resort, il Kajuru Castle, situato nell’area di Kajuru, dove è ubicato il governo locale, sparando sporadicamente, e così facendo hanno ucciso le due vittime e rapito altre 3 persone. 

Allo stato attuale, il motivo dell’aggressione non è stato accertato. Nessun gruppo ha al momento rivendicato né gli omicidi né i rapimenti, e i responsabili non sono ancora stati identificati dalle forze dell’ordine. Per quanto riguarda la seconda vittima, si sa che si tratta di un uomo di origine nigeriana, tuttavia le forze dell’ordine non hanno reso nota la sua identità.

I sequestri in Nigeria sono all’ordine del giorno. Oltre ai banditi che minacciano le regioni del nord, responsabili di un gran numero di rapimenti sono soprattutto i militanti dell’organizzazione terroristica di Boko Haram, attiva nel nord-est del Paese dal 2009. Nell’aprile 2014, il sequestro di 275 studentesse della città di Chibok aveva destato grande scalpore a livello internazionale, mettendo il gruppo jihadista sotto i riflettori e spingendo alla campagna globale #BringBackOurGirls. Dal 2014, l’organizzazione ha rapito circa 2.000 ragazze e ragazzi, tra cui molti bambini, maltrattati, abusati e usati come militanti o kamikaze. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state sequestrate, vengono costrette a diventare terroriste suicide. Da quando è iniziata la campagna armata di Boko Haram, circa 20.000 persone sono state uccise e 2.3 milioni sono state obbligate a lasciare le loro case.

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha vinto le elezioni del 27 febbraio 2019 aggiudicandosi un secondo mandato per i prossimi 4 anni, dopo aver promesso di dare incentivi alla crescita economica del Paese, rafforzare la sicurezza e lottare contro la corruzione. Buhari era stato nominato presidente la prima volta dopo aver vinto le elezioni del 29 maggio 2015, promettendo di porre come priorità assoluta del suo governo la sicurezza del Paese. Tuttavia, durante il suo mandato, aveva faticato a realizzare questo obiettivo. Nonostante il capo di Stato abbia più volte annunciato di essere riuscito a debellare l’organizzazione terroristica, gli attacchi degli ultimi mesi, tra cui il sequestro di circa 100 ragazze a Dapachi, il 19 febbraio, e il duplice attentato terroristico del 2 maggio, a Mubi, hanno dimostrato che il gruppo resta attivo.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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