Pakistan: attentato mortale dei separatisti del Belucistan

Pubblicato il 18 aprile 2019 alle 14:00 in Asia Pakistan

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Almeno 14 persone sono state uccise a colpi di arma da fuoco in un attentato contro alcuni autobus messo in atto, nella provincia pakistana del Belucistan. L’attacco è stato rivendicato da un gruppo di separatisti locali tramite l’invio di una e-mail. 

Gli autobus hanno subito un assalto da parte di uomini armati, nella remota area nei pressi della città di Ormara, secondo quanto riferiscono i funzionari. I viaggiatori sono stati fatti scendere dai mezzi e portati in un’altra postazione, dove sono stati poi uccisi, a colpi d’arma da fuoco. Il terribile attacco è avvenuto nella prima mattinata di giovedì 18 aprile, stando a quanto hanno riferito le autorità provinciali al quotidiano Al-Jazeera. “Hanno identificato i non-beluci controllando i loro documenti”, ha dichiarato un funzionario. “Poi li hanno portati sulle montagne vicine e li hanno uccisi dopo avergli legato le mani”, ha aggiunto.

Muhammad Musa, un funzionario sanitario locale, che ha esaminato i cadaveri, ha raccontato che la maggior parte delle vittime era stata colpita alla testa. “Erano tutti colpiti da proiettili”, ha riferito. “Non ci sono feriti, sono tutti morti”, ha poi aggiunto. Le autorità locali hanno dichiarato che “un’operazione di ricerca è in corso nell’area”, per trovare gli attentatori. Gli autobus trasportavano passeggeri dalla città portuale di Gwadar a Karachi, la più grande metropoli del Paese, a una distanza di circa 630 km. “Cerchiamo di mettere in atto tutte le misure di sicurezza possibili in questo tratto, ma è una strada molto lunga, da Karachi a Gwadar”, ha dichiarato un ufficiale. “Anche se ci sono molte postazioni di controllo, ogni volta che i terroristi vogliono effettuare un attacco, possono colpire in una parte di strada più isolata”, ha aggiunto.

L’attentato è avvenuto proprio in una località isolata, vicino al parco nazionale di Hingol. “È una zona molto remota, a circa 60 km dalla città più vicina, Ormara, a 300 km da Gwadar”, ha dichiarato un altro funzionario della sanità locale. Il Baloch Raaji Aajoi Sangar (BRAS) un’alleanza di gruppi separatisti etnici armati, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco con una e-mail inviata giovedì 18 aprile. Il BRAS unisce il Baloch Liberation Army (BLA), il Baloch Liberation Front (BLF) e il Baloch Republic Army (BRA) sotto un’unica bandiera e porta avanti una serie di operazioni coordinate contro gli interessi militari cinesi e pakistani nella regione. La nascita della nuova organizzazione è stata annunciata a dicembre del 2018 con la creazione di un account Twitter. Il 17 febbraio 2019, il gruppo ha rivendicato il suo primo attacco. In tale occasione, un convoglio pakistano e un avamposto, tra Turbat e Panjgu, nel Corridoio Economico Cinese del Pakistan (CPEC), sono stati assaltati e il personale presente è stato ucciso.

Le vittime dell’attentato che si è verificato il 18 aprile sono state divise dalla popolazione locale, prima di essere uccise. “Coloro che sono stati giustiziati avevano documenti che li identificava come membri della Marina pakistana e della guardia costiera, e sono stati uccisi solo dopo essere stati identificati”, ha riferito Baloch Khan, un portavoce del BRAS. Da parte loro, le autorità pakistane hanno riferito che il governo non può immediatamente confermare se le vittime fossero realmente membri delle forze di sicurezza. Il Pakistan ha combattuto i movimenti separatisti etnici beluci per oltre un decennio, nella vasta provincia occidentale del Paese. La regione è la più grande ma meno popolata del Pakistan ed è ricca di risorse minerarie. L’area è stata al centro di alcuni progetti commerciali e infrastrutturali che fanno parte di una serie di investimenti cinesi in Pakistan. Per il cosiddetto Corridoio Economico della Cina e del Pakistan (CPEC) sono stati stanziati circa 60 miliardi di dollari.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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