Pakistan: attentato mortale a Quetta contro la comunità sciita hazari

Pubblicato il 12 aprile 2019 alle 9:42 in Asia Pakistan

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Almeno 20 persone sono state uccise e 30 sono rimaste ferite, a causa di un’esplosione in un mercato nella città di Quetta, nella parte Sud-Occidentale del Pakistan. Nella zona vive una comunità della minoranza sciita hazara, che ha subito continue persecuzioni.

L’esplosione ha avuto luogo in un mercato, nella prima mattinata di venerdì 12 aprile, secondo quanto ha riferito, ad Al-Jazeera, il capo della polizia di Quetta, Abdul Razzaq Cheema. “I membri della comunità hazara vanno a fare spese al mercato tutti i giorni e noi gli facciamo da scorta”, ha dichiarato. “Erano dentro il mercato e la polizia e i paramilitari della Divisione di Frontiera controllavano l’area. C’era una bancarella che vendeva patate e da lì è partita l’esplosione”, ha aggiunto. Alcune immagini dalla scena dell’attacco mostrano il pavimento del mercato cosparso di sangue, veicoli danneggiati e cibo devastato dall’esplosione. Cheema ha dichiarato che la polizia non sa se la bomba sia stata fatta detonare a distanza o se fosse presente un attentatore suicida in loco. A tale proposito, si attendono i risultati delle indagini della squadra speciale. “Apparentemente, sembrerebbe che la bomba fosse stata nascosta in un sacco di patate, ma non possiamo ancora escludere che non si sia trattato di un attentato kamikaze”, ha aggiunto il capo della polizia. Almeno 7 membri della comunità hazara locale e un paramilitare sono tra le vittime.

Gli hazara sono un’etnia di origine mongola, con alcuni tratti caucasoidi, di religione sciita, che vivono in Afghanistan, Pakistan e Iran. La comunità ha subito numerose persecuzioni nei tre Paesi dove vivono.  Nel 1893 vennero sterminati dal capo pashtun, Abdul Rahman, e si stima che il 60% della popolazione hazara afghana sia stato ucciso, in quella occasione. Nel 2001, poco prima della distruzione dei Buddha della valle di Bamiyan, gli hazara hanno subito una pulizia etnica da parte dei talebani, che ha decimato la comunità, minacciandone l’estinzione. I musulmani sciiti rappresentano tra il 10 e il 15% della popolazione del Pakistan, composta da 209 milioni di persone. Il sud-est del Paese, dove vive la comunità hazara, è un’area dove sono attualmente attivi alcuni i gruppi armati, tra cui Tehreek-e-Taliban (TTP), i talebani pakistani, e la Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva sia in Pakistan, sia in Afghanistan. Questi sono soliti compiere attentati contro le minoranze sciite locali nei due Paesi.

In Pakistan, dal 2013, oltre 509 musulmani sciiti, principalmente di etnia hazara, sono rimasti uccisi in una campagna di attacchi mirati contro le minoranze, nella provincia del Balochistan, secondo i dati rilasciati dal governo. La maggior parte degli attentati si è verificata nella capitale provinciale, Quetta, dove risiedono la maggior parte dei circa 600.000 hazari del Paese. Nella città, gli abitanti appartenenti a tale etnia vivono oggi in due enclavi strettamente controllate e protette su entrambi i lati, data la minaccia permanente di attacchi. A causa di ciò, gli hazari evitano di spostarsi in altre zone della città e spesso sono costretti a rinunciare a lavorare o a istruirsi, per via dell’impossibilità di movimento. Ogni mattina alcuni hazari vengono scortati al mercato della città da una pattuglia di forze dell’ordine, che li sorveglia mentre si procurano beni di prima necessità. Non è la prima volta che il mercato della città diventa teatro di sanguinosi attentati. Nell’ottobre del 2017, alcuni uomini armati aprirono il fuoco sul veicolo che trasportava gli hazari al mercato, uccidendo l’autista e altre 4 persone. Tali attacchi sono stati attributi ai militanti del partito musulmano sunnita di estrema destra, Ahle Sunnat Wal Jammat (ASWJ), e al gruppo armato Lashkar-e-Jhangvi (LeJ). Tuttavia, nessuno ha immediatamente rivendicato la responsabilità dell’attacco di venerdì 12 aprile.

 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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