L’Arabia Saudita sta per completare la sua prima centrale nucleare

Pubblicato il 5 aprile 2019 alle 15:51 in Arabia Saudita Medio Oriente

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L’Arabia Saudita è vicina al completamento della costruzione del suo primo reattore nucleare, secondo le immagini satellitari di Google, analizzate da esperti del settore. La fine dei lavori è prevista tra un anno. 

Robert Kelley, esperto in energia nucleare, ha riferito che l’impianto sembra essere di dimensioni molto ridotte e potrebbe essere destinato a scopi di ricerca e formazione. Le immagini del sito del reattore nucleare di Riad, situato presso la città della scienza e della tecnologia King Abdulaziz, sono cominciate a circolare il 3 aprile. Tuttavia, Robert Kelley ha ricordato che il Regno dovrà richiede l’ispezione da parte dell’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), prima di attivare il sito, inserendo combustibile nel reattore. Kelley, un veterano del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ed ex direttore delle ispezioni nucleari presso l’AIEA, che ora ha sede a Vienna, è stato il primo a identificare le immagini del sito. L’esperto ha sottolineato che è rimasto sopreso da “non trasparente” sia stata l’Arabia Saudita, nel processo di costruzione del reattore. “Sembrano molto disinvolti nel modificare i loro accordi con l’AIEA”, ha aggiunto.

Il Regno ha ratificato il Trattato di non proliferazione nucleare trent’anni fa. Nel 2005, ha firmato un accordo con l’AIEA, noto come “Protocollo sulle piccole quantità”. Tale protocollo consente ai Paesi con programmi nucleari di piccola portata di essere esentati dalle ispezioni regolari o dal monitoraggio nucleare. Tuttavia, l’AIEA dovrebbe effettuare un controllo, prima dell’ingresso nel Regno del combustibile nucleare necessario al funzionamento di questo impianto, secondo l’esperto. “Stanno superando una soglia in termini di requisiti”, ha dichiarato Kelley, che ha poi spiegato che le dimensioni del reattore sono molto più piccole di quelle che l’Arabia Saudita avava concordato. Il tipo di reattore attualmente costruito, secondo le immagini satellitari analizzate, viene solitamente utilizzato dai tecnici per scopi di ricerca e formazione e non per la produzione di energia nucleare ad uso civile. “Il reattore si trova in fondo a un serbatoio aperto pieno di acqua alto 10 metri, è molto, molto piccolo”, ha aggiunto Kelley.

Il reattore saudita è stato costruito dalla società di proprietà del governo argentino, l’INVAP. Prima che l’Argentina trasferisca il combustibile nucleare in Arabia Saudita, “Protocollo sulle piccole quantità” dovrebbe essere revocato, ha affermato Kelley. “Penso che sia sicuro al 100% che l’Argentina non fornirà uranio a un Paese che non ha un accordo di salvaguardia in vigore”, ha aggiunto. Anche gli Stati Uniti sostengono la svolta verso l’utilizzo del nucleare del Regno saudita. Il Segretario americano per l’Energia, Rick Perry, ha infatti approvato 6 autorizzazioni segrete per la vendita di tecnologia nucleare all’Arabia Saudita. L’agenzia di stampa Reuters ha lanciato la notizia, il 27 marzo, sulla base di un documento visionato dall’agenzia. Secondo tale fonte, l’amministrazione Trump ha negoziato un accordo per la  condivisione della tecnologia nucleare degli Stati Uniti con l’Arabia Saudita. Riad, infatti, mira a costruire almeno due centrali nucleari nel Regno. Diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Corea del Sud e Russia, si sono contesi tale accordo con i sauditi. Il vincitore finale dovrebbe essere annunciato entro la fine dell’anno dall’Arabia Saudita.

Le autorizzazioni approvate da Perry consentono alle aziende americane di svolgere alcuni lavori preliminari relativi all’utilizzo di energia nucleare. Tuttavia, le aziende non potranno spedire in loco le attrezzature necessarie ad avviare gli impianti, prima di un eventuale accordo, secondo quanto riferito da una fonte informata sui fatti, che ha parlato in condizione di anonimato. La NNSA (National Nuclear Security Administration) del Dipartimento dell’Energia statunitense ha sottolineato che le società in questione hanno richiesto totale segretezza sul tema delle autorizzazioni per la condivisione della tecnologia nucleare con l’Arabia Saudita. Quindi, non si conosce l’identità delle aziende in questione. “In questo caso, ciascuna delle società che hanno ricevuto un’autorizzazione ci ha fornito una richiesta scritta per evitare che l’autorizzazione diventasse pubblica”, ha riferito la NNSA. In passato, il Dipartimento dell’Energia aveva reso pubbliche le precedenti autorizzazioni in materia. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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