Libia: Haftar si prepara ad avanzare verso Tripoli

Pubblicato il 4 aprile 2019 alle 14:06 in Africa Libia

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Le forze capeggiate dal generale Khalifa Haftar si stanno preparando ad avanzare nell’Ovest della Libia, in direzione di Tripoli. L’Esercito Nazionale Libico (LNA), fedele al governo di Tobruk, si trova al momento ad 80 km a Sud della capitale, dove ha conquistato la città di Garian. Tale notizia è stata annunciata dal portavoce dell’LNA, Ahmed Mismari. 

“Abbiamo il pieno controllo di Garian in questo momento e mentre vi parlo mi sto dirigendo verso la città”, ha riferito il comandante delle operazioni in Libia occidentale, Abdelsalam al-Hassi, in una telefonata con i giornalisti dell’agenzia di stampa Reuters. Haftar ha lanciato un’offensiva nel Sud della Libia, a gennaio, con il dichiarato obiettivo di spazzare via “terroristi” e gruppi criminali. Il comandante ha ripetutamente espresso la sua intenzione di marciare su Tripoli, da Sud, una volta che tale operazione fosse stata conclusa. In una conferenza stampa, tenutasi mercoledì 3 aprile, il portavoce dell’LNA ha dichiarato che “i preparativi sono sul punto di essere completati per eliminare i terroristi e i mercenari dall’ovest del Paese”. L’ufficio stampa dell’Esercito Nazionale Libico ha riferito, tramite un post su Facebook, che “diverse unità si sono dirette verso la regione occidentale, per ripulirla dai restanti gruppi terroristici”. La notizia è accompagnata da un filmato, che mostra una colonna di veicoli delle forze armate lungo una strada. Non è possibile, tuttavia, identificare la loro posizione o destinazione. 

Da quando il dittatore libico, Muammar Gheddafi, è stato rovesciato ed eliminato attraverso l’intervento della NATO, guidato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011, la Libia non ha mai compiuto una transizione democratica. Ancora oggi, il potere politico è diviso in due governi. Il primo, creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, ha sede a Tripoli ed è guidato dal premier Fayez al-Serraj, sostenuto dalle Nazioni Unite, Italia, Turchia, Qatar e Sudan. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti. Da parte sua, al-Serraj ha definito la mossa di Haftar “una vera e propria escalation”, e ha esortato l’Esercito Nazionale Libico a “smettere di utilizzare il linguaggio delle minacce”. Al-Sarraj ha altresì ordinato alle forze filo-governative di prepararsi ad affrontare tutte le minacce provenienti dai gruppi terroristici, criminali e da tutti coloro che attentano alla sicurezza di ogni città libica. 

L’avanzata di Haftar nel sud della Libia è stata supportata dal sostegno locale, secondo quanto riferisce il quotidiano, The New Arab. Le sue milizie sono state in grado di conquistare alcune posizioni, in particolare la città di Sebha e un importante sito petrolifero, senza dover combattere. Al riguardo, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso la preoccupazione per una potenziale resa dei conti armata in Libia. “Sono profondamente preoccupato per i movimento militari in Libia e per il rischio di uno scontro”, ha scritto Guterres, in un post su Twitter, giovedì 4 aprile. “Non esiste una soluzione militare, solo il dialogo tra le forze libiche può risolvere i problemi del Paese e io chiedo calma e moderazione, mentre mi preparo a incontrare i leader libici”. Guterres è arrivato il 3 aprile nel Paese nordafricano, dove ha affermato di essere “totalmente impegnato” a sostenere un processo politico guidato dalla Libia. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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