Senegal: Macky Sall riconfermato presidente

Pubblicato il 2 aprile 2019 alle 15:54 in Africa Senegal

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Numerosi leader africani si sono ritrovati nella città di Diamniadio, in Senegal, per partecipare all’investitura del presidente Macky Sall, a seguito della sua vittoria alle elezioni del 24 febbraio. 

Macky Sall si conferma il quarto Presidente del Senegal dall’indipendenza del Paese. Sall viene investito come presidente, per il suo secondo mandato, a seguito della vittoria delle elezioni presidenziali del 2019, ottenuta al primo turno, col 58,27% dei voti. Il politico senegalese era già presidente del Paese dal 2012 e in passato ha ricoperto l’incarico di primo ministro, dal 2004 al 2007. Nel 2008 è uscito dal Pds (Partito Democratico Senegalese) e ha fondato il proprio partito, l’Apr (Alleanza per la Repubblica), con cui si è presentato alle elezioni del febbraio 2012. Dopo aver superato il primo turno delle elezioni presidenziali del 2012, con il 26% dei voti, ha poi sconfitto al ballottaggio il presidente in carica Abdoulaye Wade. Con queste elezioni, il Senegal si conferma una delle democrazie più stabili dell’Africa.

Sall ha battuto quattro altri candidati presidenti, con il 58% dei voti espressi. Gli avversari hanno criticato i risultati della confrontazione elettorale, ma hanno aggiunto che non hanno intenzione di opporsi alla presidenza di Sall. In linea con le leggi elettorali, la Corte costituzionale, il 6 marzo, ha confermatola sua vittoria elettorale. Sall ha totalizzato 2.555.426 voti, che rappresentano il 58.26% del totale. Il suo principale sfidante, Idrissa Seck ha ottenuto, invece, 899.556 preferenze, che rappresentano il 20,51% del totale dei voti espressi.  Gli altri candidati hanno ottenuto un consenso molto più limitato. Ousmane Sonko ha raggiunto il 15,67%, Madické Niang  solo l’1,48% e, infine, El Hadji Sall ha totalizzato il 4,07% delle preferenze. Sall servirà il suo ultimo mandato, in linea con il limite di due termini imposto dalla costituzione del Senegal. 

Nel corso degli anni, il presidente Macky Sall ha riscosso un generale successo nel Paese grazie al lancio di un ambizioso programma di riforme e grazie alla costruzione di nuove infrastrutture. Ciò ha aiutato la piccola economia esportatrice del Senegal ad espandersi di oltre il 6% nel 2018, uno dei tassi più alti nel continente africano. Durante la campagna elettorale, il presidente 57enne ha altresì promesso di fornire assistenza sanitaria universale e migliorare l’accesso all’istruzione.

Nonostante la crescita economica, Sall è stato criticato da diversi gruppi della società civile per aver represso e messo a tacere le opposizioni. In particolare, è stata denunciata l’esclusione dalla corsa elettorale, in seguito a presunte condanne per corruzione, di due candidati popolari: l’ex sindaco di Dakar, Khalifa Sall, e Karim Wade, figlio dell’ex presidente Abdoulaye, al potere dal 2000 al 2012. Inoltre, molti senegalesi ritengono i nuovi progetti infrastrutturali, come il treno ad alta velocità e le autostrade, incapaci di aumentare il benessere generale dei cittadini, il cui reddito medio è inferiore a 200 dollari al mese e alcuni dei quali hanno gravi difficoltà di accesso a cibo e acqua potabile.

Il Senegal, Paese dell’Africa occidentale, dopo aver ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel settembre del 1960, è riuscito a compiere una transizione democratica pacifica tanto che, ad oggi, viene considerato un modello di democrazia da tutta l’Africa. La sua stabilità ha fatto sì che la autorità di Dakar fossero in grado di organizzare missioni di peacekeeping nella Repubblica Democratica del Congo, in Liberia e in Kosovo.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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