Cuba e Venezuela marcano la distanza tra Madrid e Washington

Pubblicato il 2 aprile 2019 alle 10:12 in Spagna USA e Canada

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Il ministro degli Esteri spagnolo, Josep Borrell, si è riunito a Washington lunedì con il Segretario di Stato Mike Pompeo, con cui ha discusso, tra le altre cose, della situazione in Venezuela e di come le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro il petrolio venezuelano sita colpendo negativamente le aziende spagnole.

Il governo spagnolo, ha spiegato il ministro in un breve incontro con la stampa alla fine dell’incontro, non ha ricevuto “direttamente” alcun avvertimento dagli Stati Uniti. “Ma ci sono compagnie petrolifere spagnole, che non menzionerò per nome, che stanno mantenendo alcune attività, e nella misura in cui questa attività può rappresentare un problema rispetto al regime di sanzioni che gli americani hanno stabilito, naturalmente di questo problema sì, ne abbiamo parlato” – ha spiegato Borrell.

Gli Stati Uniti hanno chiesto alle compagnie energetiche di tutto il mondo di rompere i rapporti con il regime di Maduro e in particolare con la PDVSA, l’azienda petrolifera di stato venezuelana. La compagnia petrolifera Repsol è una delle centinaia di aziende spagnole, di vari settori, che opera in Venezuela, il paese al mondo con le maggiori riserve di greggio. 

Borrell ha ricordato che “ciò che farà la Spagna sarà nel quadro dell’Unione europea”. “La Spagna ha promosso la creazione all’interno dell’UE di un gruppo che mira a realizzare lo svolgimento di elezioni libere, garantite dalla comunità internazionale. Ha promosso una dinamica che ha permesso a quasi tutti i paesi europei di riconoscere il signor Guaidó come presidente ad interim con il compito di convocare quelle elezioni” – ha affermato il capo della diplomazia spagnola

La posizione degli Stati Uniti rimane che tutte le opzioni sono sul tavolo nella crisi venezuelana, senza escludere un intervento militare. Qualcosa a cui, ricorda Borrell, la Spagna e la UE sono contrarie. “Non c’è bisogno di affrontare questa questione” – ha spiegato. “Ci sono cose che sono già state dette e ripetute e fanno parte della comprensione reciproca, non è necessario ripeterle ogni volta” – ha dichiarato riguardo ad un possibile intervento militare.

In una nota distribuita dopo l’incontro, il vice portavoce del Dipartimento di Stato, Robert Palladino, ha assicurato che Pompeo ha “ringraziato” Borrell  per “i suoi sforzi per sostenere un ritorno alla democrazia in Venezuela”. Gli Stati Uniti sono stati il primo paese a riconoscere, il 23 gennaio, Juan Guaidó come presidente ad interim del Venezuela. La Spagna è uno dei 24 stati dell’Unione Europea che lo ha fatto dieci giorni dopo. Italia, Grecia, Slovenia e Slovacchia sono i quattro paesi UE che non hanno riconosciuto Guaidó.

Anche Cuba è stata oggetto di discussione dell’incontro che Borrell ha descritto come “molto costruttivo”, in cui la Spagna ha messo in chiaro la sua opposizione all’indurimento dell’embargo. “Abbiamo parlato della possibilità di applicare il titolo III della legge Helms-Burton contro Cuba, e gli Stati Uniti sanno già che tutti gli europei e la Spagna in particolare saremmo radicalmente in disaccordo” – ha avvertito il ministro socialista.

L’amministrazione  Trump ha annunciato il mese scorso un indurimento dell’embargo contro l’economia cubana, articolato attraverso il titolo III della legge Helms-Burton, che aprirebbe le porte a processi presso tribunali statunitensi per le proprietà dei cittadini degli Stati Uniti a Cuba che sono state espropriate dopo la rivoluzione del 1959. La legge Helms-Burton fu approvata durante la presidenza di Bill Clinton nel 1996, ma tutti i presidenti hanno annullato il titolo III della norma a causa della valanga di richieste che poteva supporre e che avrebbe mandato in tilt il sistema della giustizia. Ora Washington ha annunciato che manterrà la sospensione solo per un mese, per fare pressione sull’Avana. “La Spagna in particolare e l’UE sarebbero contro l’applicazione di questa norma, perché comprendiamo che esiste un accordo che prevede un rinnovo permanente e sistematico ogni sei mesi della non applicazione di questo capitolo” – ha affermato Borrell.

Le aziende spagnole, e in particolare le catene alberghiere, sarebbero tra le prime coinvolte dall’applicazione del titolo III della Helms-Burton, a causa della cooperazione con l’azienda statale cubana Gaviota, con cui gestiscono i principali alberghi di lusso dell’isola. 

Tra le questioni affrontate dal ministro spagnolo e dal segretario di Stato non c’era, secondo Borrell, l’assalto all’ambasciata nordcoreana a Madrid, caso in cui secondo l’intelligence spagnola è coinvolta la CIA. Il ministro, prima della riunione, ha detto che “c’è un’inchiesta giudiziaria in corso” e che non ha più informazioni di quante ne abbia lette sulla stampa.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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