Algeria: Bouteflika si dimetterà entro il 28 aprile

Pubblicato il 2 aprile 2019 alle 14:16 in Africa Algeria

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Il presidente dell’Algeria, Abdelaziz Bouteflika, si dimetterà prima della scadenza del suo quarto mandato, prevista per il 28 aprile, secondo quanto si legge in una dichiarazione rilasciata dall’ufficio presidenziale. 

La dichiarazione aggiunge che il presidente prenderà “misure per garantire che le istituzioni statali continuino a funzionare durante il periodo di transizione” e che “le dimissioni si verificheranno prima del 28 aprile 2019”. La pressione su Bouteflika è aumentata progressivamente, a seguito di alcune settimane di proteste di massa in Algeria, che chiedono le dimissioni del presidente. Tali manifestazioni hanno avuto inizio dopo che il presidente ha annunciato la sua intenzione di candidarsi per un quinto mandato come capo di Stato. Questa mossa, era stata sostenuta dal suo partito, il Fronte di liberazione nazionale (NLF) e dai suoi alleati. Tuttavia, i partiti di opposizione, l’esercito algerino, il suo partito e i suoi stessi alleati hanno deciso di supportare le proteste e hanno chiesto, a loro volta, le dimissioni del presidente. Tali posizioni non hanno fatto che aumentare l’isolamento del capo di Stato di 82 anni, che è stato raramente visto in pubblico dopo il 2013, anno in cui ha avuto un ictus che ha fortemente peggiorato le sue condizioni di salute. 

Le proteste contro Bouteflika sono iniziate il 22 febbraio. Il presidente aveva inizialmente ceduto alle richieste dei manifestanti e aveva annunciato che non avrebbe partecipato alle prossime elezioni algerine. Tuttavia, il capo di Stato ha poi fatto un passo indietro e ha dichiarato che sarebbe rimasto alla guida del Paese, fino all’adozione di una nuova Costituzione, estendendo di fatto il suo attuale mandato. La promessa di una riforma costituzionale non è riuscita a placare le centinaia di migliaia di algerini che sono scesi in piazza per quasi cinque settimane, chiedendo le dimissioni immediate del presidente. “Il sistema deve cambiare. Non ha senso resistere”, ha dichiarato Belkacem Abidi, 25 anni, uno dei circa 6.000 manifestanti, in maggioranza studenti, che si sono riuniti nel centro di Algeri, martedì 26 marzo. I manifestanti continuano a chiedere cambiamenti importanti e non smetteranno di protestare fino alle dimissioni dell’attuale presidente. 

Nonostante l’annuncio delle future dimissioni del presidente, gli studenti algerini stanno organizzando una grande protesta in tutto il Paese, tramite i social network. Mohamed, membro di un’organizzazione studentesca di Algeri, ha dichiarato ad Al-Jazeera che l’annuncio di Bouteflika non è “sufficiente”. “Non cambierà nulla, lui se ne andrà, ma lo stesso regime, che ha governato l’Algeria dal 1962, rimarrà al suo posto se non continueremo a protestare”, ha affermato. “Non vogliamo solo le dimissioni di Abdelaziz Bouteflika, vogliamo un nuovo sistema politico”, ha poi concluso. Le manifestazioni, quindi, potrebbero continuare. Similmente, Amel, un ingegnere informatico che vive ad Algeri, ha dichiarato di non essere soddisfatto dalla decisione di Bouteflika. “È solo la punta dell’iceberg: l’élite al potere, che sta aggrappata al potere, sta cercando di distrarci con le dimissioni del Presidente, ma non siamo ingenui”, ha dichiarato. Anche Amina, studentessa universitaria presso la Algiers School of Architecture, ha dichiarato che le manifestazioni continueranno e ha descritto annuncio di Bouteflika come “una piccola vittoria”. “È un primo passo, ma questo non è il nostro obiettivo finale. Il successo non dipende dalle dimissioni di Bouteflika, se tutta la vecchia guardia rimane al potere, dopo il 28 aprile. Devono andarsene tutti, ora più che mai, dobbiamo restare uniti e dimostrare pacificamente contro il regime”, ha riferito la ragazza ai giornalisti. 

Bouteflika è un veterano della guerra di indipendenza algerina contro la Francia, verificatasi tra il 1954 e il 1962. Dopo la dichiarazione d’indipendenza del Paese, Bouteflika e gli altri veterani hanno dominato la scena politica e ne mantengono tutt’ora il controllo. Nonostante la sua età e la sua salute precaria il presidente sembrava intenzionato a non piegarsi alla volontà delle piazze algerine. Nel 2008, per assicurarsi di rimanere in carica il più a lungo possibile, Bouteflika aveva eliminato le regole costituzionali che limitavano il potere del presidente a due mandati, vincendo poi le elezioni del 2009 con il 90% dei consensi. Molti algerini lo considerano il leader della riconciliazione nazionale successiva alla guerra civile. Alle elezioni del 2014, Bouteflika aveva ottenuto poi l’82% dei voti.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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