Karabach: Aliyev e Pashinyan pronti a continuare dialogo diretto

Pubblicato il 1 aprile 2019 alle 9:31 in Armenia Azerbaigian

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Il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e il primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan hanno tenuto i primi colloqui ufficiali venerdì 29 marzo, il principale risultato è stato la disponibilità delle parti a proseguire un dialogo diretto sulla soluzione pacifica del conflitto del Nagorno-Karabakh.

L’incontro, tenutosi all’hotel Bristol di Vienna, è iniziato alla presenza dei ministri degli esteri dei due paesi, Elmar Mamedyarov e Zohrab Mnatsakanyan, nonché dei co-presidenti del gruppo di Minsk dell’OSCE, Igor Popov (Russia), Stefan Visconti (Francia) e Andrew Schofer ( Stati Uniti). Poi i leader hanno parlato faccia a faccia, dopo tre ore la conversazione ha acquisito un formato espanso, e dopo mezz’ora il round negoziale si è concluso.

Pashinyan ha detto al corrispondente dell’agenzia di stampa russa TASS che “l’incontro è stato normale”. Aliyev ha chiesto alla stampa di attendere le dichiarazioni dei co-presidenti prima di dare un giudizio sul vertice. I due leader hanno mantenuto le loro promesse e non hanno commentato i risultati prima della pubblicazione della dichiarazione ufficiale dell’OSCE. La dichiarazione è stata pubblicata mentre Pashinyan e Aliyev erano in riunione con il presidente della Repubblica dell’Austria, Alexander Van Der Bellen, e  con il cancelliere Sebastian Kurz, rispettivamente.

Secondo i copresidenti, i colloqui si sono svolti in modo costruttivo. “Entrambi i leader hanno sottolineato l’importanza di creare un ambiente favorevole alla pace e di intraprendere ulteriori passi concreti nel processo negoziale per trovare una soluzione pacifica al conflitto” – si legge nel documento, che sottolinea come Aliyev e Pashinyan abbiano concordato misure umanitarie per risolvere il conflitto del Nagorno-Karabakh e ribadito la necessità di mantenere il cessate il fuoco e migliorare il meccanismo di comunicazione diretta.

“Il Primo Ministro e il Presidente hanno incaricato i loro ministri di incontrare i co-presidenti nel prossimo futuro e hanno anche concordato di continuare il dialogo diretto” – si legge nella dichiarazione.

Dopo aver incontrato Van der Bellen, il Presidente dell’Azerbaigian ha commentato i risultati dei negoziati con il corrispondente da Vienna della TASS. Secondo Aliyev, la cosa principale è che il formato rimane invariato. Ciò significa che l’iniziativa di Erevan di coinvolgere la non riconosciuta Repubblica del Nagorno-Karabakh alle consultazioni non ha ricevuto l’approvazione non solo di Baku, ma nemmeno dei tre co-presidenti, dunque non è prosperata.

“Il processo negoziale dovrebbe essere sostenuto anche da azioni umanitarie ed è importante che il formato dei negoziati sia rimasto invariato, i negoziati sono stati condotti tra Armenia e Azerbaigian, così come è stato per molti anni” – ha detto il presidente azero. “Al processo negoziale è stato dato un nuovo impulso, abbiamo valutato molto positivamente la dichiarazione copresidenti del gruppo di Minsk dell’OSCE del 9 marzo, in cui si afferma che un cambiamento nel formato del negoziato può avvenire solo con il consenso delle due parti”.

Baku, ha spiegato Aliyev, non ha acconsentito. “Siamo tornati alla situazione in cui è necessario continuare a condurre negoziati sostanziali: è stata data un’istruzione ai ministri degli esteri, che probabilmente si incontreranno presto per continuare il processo negoziale”. Per l’Azerbaigian, ha sottolineato inoltre il Presidente, “il primo posto è la questione della resa dei territori internazionalmente riconosciuti come parte dell’Azerbaigian nel quadro del diritto internazionale, dell’Atto finale di Helsinki e di quattro risoluzioni dell’ONU, che richiedono il ritiro immediato e incondizionato delle forze armene dai territori occupati”.

In un incontro con la diaspora armena in Austria presso l’ambasciata armena, anche Nikol Pashinyan ha offerto una valutazione positiva dei colloqui, ma ha sottolineato che non vi è stata alcuna svolta o evoluzione; principale obiettivo di Erevan, infatti, era coinvolgere nei negoziati le autorità del Nagorno-Karabach. Tuttavia, “la cosa principale è che le parti hanno iniziato a parlare di problemi reali” – ha detto il primo ministro armeno.

Al termine di un conflitto durato oltre tre anni, nel 1994 l’Armenia ha occupato il Nagorno-Karabach, regione autonoma dell’Azerbaigian a maggioranza armena, e sette distretti limitrofi, popolati invece solo da azeri. Da allora vige un precario cessate il fuoco. Baku chiede indietro i territori occupati (circa un quinto dell’intero Azerbaigian), mentre la regione si è proclamata indipendente con il nome di Repubblica di Artzakh. Erevan, che a livello internazionale non riconosce l’Artzakh, preme tuttavia affinché venga coinvolto nei negoziati, proposta cui Baku si oppone fermamente, ritenendo che le autorità autoproclamate siano un fantoccio dell’occupazione militare armena.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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