Algeria: Bouteflika annuncia un nuovo governo

Pubblicato il 1 aprile 2019 alle 12:08 in Africa Algeria

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Il presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, ha nominato, domenica 31 marzo, un nuovo governo guidato da Noureddine Bedoui. La nomina arriva in un periodo estremamente complesso per il presidente, fortemente contestato da numerose proteste di piazza. 

Secondo quanto riporta il quotidiano The New Arab, il capo delle forze armate, Ahmed Gaid Salah, che ha recentemente chiesto le dimissioni di Bouteflika, è rimasto vice ministro della Difesa. Tuttavia, al veterano Ramtane Lamamra, nominato vice primo ministro e ministro degli esteri l’11 marzo, non è stato ancora garantito un posto nella nuova amministrazione. Inoltre, un sostenitore fedele di Bouteflika, Gaid Salah ha dichiarato che è “imperativo” trovare una via d’uscita dalla crisi “che risponda alle legittime richieste” della popolazione algerina. Nonostante le difficoltà di queste ultime settimane, un’enorme folla si è riversata nelle strade della capitale algerina, venerdì 29 marzo, per la sesta settimana consecutiva di proteste. I manifestanti hanno gridato slogan contro il presidente e si sono lamentati del fatto che le mosse degli alleati chiave di Bouteflika non sono state sufficienti ad un ricambio al potere. Inoltre, come misura di sicurezza, l’Algeria, domenica 30 marzo ha vietato a tutti gli aerei privati di decollare o atterrare, fino alla fine del mese. In un comunicato agli aviatori, le autorità aeronautiche hanno affermato che il divieto per “tutti gli aerei algerini privati registrati in Algeria o all’estero di decollare o atterrare” resterà in vigore fino al 30 aprile. La carica del presidente Bouteflika, invece, si conclude ufficialmente il 28 aprile. A tale proposito, il presidente algerino ha dichiarato che, all’inizio di questo mese,  si ritirerà dalla corsa ma posticiperà le elezioni. 

Non è stato fornito alcun motivo al divieto di volare in e dall’Algeria, che è stato annunciato dopo che le autorità avevano arrestato il magnate Ali Haddad, mentre tentava di attraversare il confine con la vicina Tunisia. Secondo alcune indiscrezioni, i media algerini hanno comunicato la decisione di vietare i voli di aerei privati è finalizzata a fermare alcuni eminenti individui dalla fuga all’estero. Haddad è visto da molti come uno strumento politico del malato presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, la cui decisione di correre per un quinto mandato in carica, nonostante la sua mancanza di salute, ha scatenato proteste a livello nazionale nel Paese nordafricano. Bouteflika, il cui mandato si conclude ufficialmente il 28 aprile, ha detto all’inizio di questo mese che si ritirerà dalla corsa ma rinvierà le elezioni che dovevano svolgersi in aprile. I funzionari non hanno commentato l’arresto di Haddad, che è stato segnalato da una fonte di sicurezza in condizione di anonimato.

La pressione su Bouteflika si sta accumulando, a seguito di alcune settimane di proteste di massa in Algeria, che chiedono le dimissioni del presidente. Tali manifestazioni hanno avuto inizio dopo che il presidente ha annunciato la sua intenzione di candidarsi per un quinto mandato come capo di stato. Questa mossa, era stata sostenuta dal suo partito, il Fronte di liberazione nazionale (NLF) e dallo stesso RND. Oggi, le possibilità che l’anziano presidente possa ancora correre per tale posizione sono scarse. “Gli attivisti del Fronte sostengono pienamente il movimento popolare” con il quale “le persone chiedono cambiamenti attraverso enormi manifestazioni di piazza”, ha dichiarato uno degli esponenti del NLF. “La gente ha parlato in modo inequivocabile e gli attivisti del FLN lavoreranno per raggiungere gli obiettivi previsti seguendo un piano chiaro”, ha poi aggiunto.   

Bouteflika è un veterano della guerra di indipendenza algerina contro la Francia, verificatasi tra il 1954 e il 1962. Dopo la dichiarazione d’indipendenza del Paese, Bouteflika e gli altri veterani hanno dominato la scena politica e ne mantengono tutt’ora il controllo. A seguito di una serie di proteste, iniziate a febbraio, il presidente aveva ceduto alle richieste dei manifestanti e aveva annunciato che non avrebbe partecipato alle prossime elezioni. Tuttavia, Bouteflika ha poi fatto un passo indietro e ha dichiarato che rimarrà alla guida del Paese, fino all’adozione di una nuova costituzione, estendendo di fatto il suo attuale mandato. Tale mossa non è riuscita a placare le centinaia di migliaia di algerini che sono scesi in piazza per quasi cinque settimane, chiedendo le dimissioni immediate del presidente. “Il sistema deve cambiare. Non ha senso resistere”, ha dichiarato Belkacem Abidi, 25 anni, uno dei circa 6.000 manifestanti, in maggioranza studenti, che si sono riuniti nel centro di Algeri, martedì 26 marzo. I manifestanti continuano a chiedere cambiamenti importanti e non smetteranno di protestare fino alle dimissioni dell’attuale presidente. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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