Libia: possibile accordo militare tra Serraj e Haftar

Pubblicato il 31 marzo 2019 alle 14:05 in Africa Libia

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Segnali di apertura fanno pensare alla possibilità che il premier del governo di Tripoli, Fayez Serraj, e l’uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, possano per la prima volta giungere a un accordo militare, tra gli sforzi delle Nazioni Unite per trovare una soluzione pacifica al conflitto in corso nel Paese da 8 anni, mentre, sabato 30 marzo, si sono svolte le prime elezioni municipali nel Paese da 5 anni.

A renderlo noto, nella giornata di sabato 30 marzo, è stato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. “Assistiamo a segnali che indicano che le contraddizioni che avete riscontrato possano essere per la prima volta superate”, ha annunciato Guterres al cospetto dei giornalisti, quando alcuni di loro gli hanno chiesto se, a suo avviso, i due leader rivali del Paese nordafricano, Fayez Serraj, premier del governo di Tripoli, e Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) nonché uomo forte del governo di Tobruk, riusciranno a raggiungere un accordo sulla questione inerente al controllo di un commando militare civile. Guterres ha preso la parola dopo un incontro con vari ufficiali della Lega Araba, dell’Unione Europea e dell’Unione Africana, tenutosi in vista del vertice dei leader dei Paesi arabi che si svolgerà, domenica 31 marzo, in Tunisia, e che verterà sul riconoscimento statunitense delle Alture del Golan, territorio palestinese occupato, come area a pieno titolo israeliana.

Nel contesto degli sforzi condotti dalle Nazioni Unite per mediare una pace tra i due governi rivali nel Paese, più volte è emerso un punto ostacolante il processo di mediazione, ossia la richiesta di Haftar di essere messo a capo di un esercito libico unificato sotto il comando civile, il quale andrebbe a costituire la forza militare di un nuovo governo nazionale.

Nonostante il governo di Tripoli goda dell’appoggio dell’Onu, la sua potenza militare è inferiore rispetto a quella del governo di Tobruk le cui forze, guidate da Haftar hanno condotto una campagna militare per conquistare i territori a Sud del Paese, nella regione del Fezzan, una tra le più instabili dell’area. A inizio marzo, l’LNA si è spinto in prossimità dei confini meridionali con il Niger e il Ciad, raggiungendo la città di Gatrun. Tali territori sono particolarmente sensibili al passaggio dei trafficanti e dei gruppi armati e terroristici, poiché sono poco controllati. Dopo la conquista di quest’area e dopo aver assunto il controllo dei giacimenti petroliferi, Haftar ha rinforzato una base militare nella regione centrale del Paese. L’Esercito Nazionale Libico ha fatto trapelare che tale base potrebbe essere utilizzata per attaccare Tripoli. Sebbene Haftar non abbia esplicitato in prima persona l’intenzione di marciare su Tripoli, eventualità che innescherebbe un’escalation di forti tensioni nel Paese, le unità dell’Esercito Nazionale Libico, hanno fortemente alluso a tale ipotesi, qualora il generale non venga riconosciuto come comandante militare di tutta la Libia.

Ancora una volta nell’ottica della mediazione, e nel tentativo di spianare la strada alle prossime elezioni nazionali, più volte rimandate e a lungo attese in Libia, le Nazioni Unite hanno recentemente indetto la data di una nuova conferenza nazionale. L’inviato dell’Onu in Libia, Ghassan Salame, ha annunciato che la Conferenza Nazionale sul Paese nordafricano si terrà dal 14 al 16 aprile a Gadames, città neutrale della Libia occidentale, posizionata al confine con Tunisia e Algeria, a 550 km a Sud-Ovest di Tripoli. All’evento, molto atteso, parteciperanno tra i 120 e i 150 delegati, che rappresenteranno tutte le componenti della società libica; si tratterà di una conferenza di soli libici, alla quale non prenderanno parte attori stranierei.

Nel frattempo, nella medesima giornata di sabato 30 marzo, in 9 comuni libici si sono tenute le elezioni municipali, in quella che è stata la prima votazione ufficiale nel Paese negli ultimi cinque anni; l’ultima elezione, successivamente contestata, era stata assicurata nel 2014. L’affluenza alle urne è stata tuttavia modesta, e si è attestata intorno al 38%. Non sono state riportate violenze o sabotaggi del processo elettorale.

Nel 2013, la Libia ha creato 120 consigli municipali, nel tentativo di porre fine a 42 anni di centralizzazione del potere sotto il dittatore Muammar Gaddafi. L’amministrativo municipale di ogni consiglio è composto da 7 membri, i quali a loro volta eleggono un sindaco.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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