Venezuela: Guaidó interdetto per 15 anni dai pubblici uffici

Pubblicato il 29 marzo 2019 alle 10:16 in America Latina Venezuela

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La Controlaría General del Venezuela ha interdetto dai pubblici uffici per 15 anni Juan Guaidó, presidente dell’Assemblea Nazionale e autoproclamato presidente ad interim del paese. La magistratura assicura che il presidente ad interim del Venezuela ha “nascosto o falsificato” i dati della sua dichiarazione patrimoniale e ha ricevuto denaro da istanze internazionali e nazionali senza giustificarne origine e ragione.

La Controlaría Genral, corrispondente grosso modo alla Corte dei Conti italiana, è responsabile del controllo e della supervisione di redditi, entrate e correttezza fiscale di chi occupa un ufficio pubblico in Venezuela ed è controllata ad oggi dal governo chavista di Nicolás Maduro. Il responsabile della corte, il Controllore Generale Elvis Amoroso, accusa Guaidó di aver falsificato o nascosto il suo patrimonio. 

Amoroso ha assicurato che Guaidó “ha usurpato funzioni pubbliche e ha commesso azioni con governi stranieri che danneggiano il popolo del Venezuela”. Inoltre, “ha nascosto informazioni nelle sue dichiarazioni patrimoniali”, facendo 91 viaggi all’estero che “non è in grado di permettersi con il suo stipendio”. Oltre a interdire Guaidó dai pubblici uffici, l’Ufficio del Controllore Generale ha sollecitato l’Ufficio del Procuratore a intraprendere le azioni legali corrispondenti.

Un passo fondamentale verso un possibile arresto del leader oppositore. Non solo, qualora il governo di Maduro decidesse ora di convocare unilateralmente nuove elezioni, Guaidó sarebbe inabilitato a prendervi parte. È, tuttavia, uno scenario improbabile, considerato che l’Assemblea Nazionale, istituzione da cui derivano i poteri e il ruolo di Guaidó, non riconosce alcuna decisione presa dall’apparato dello stato controllato dal chavismo, e viceversa. Inoltre, dato che l’Assemblea nazionale chiede innanzitutto che Maduro lasci il potere per iniziare un processo di transizione, elezioni unilateralmente convocate difficilmente vedrebbero partecipare candidati dell’opposizione. Se, invece, eventuali negoziati portassero a elezioni pattuite e concordate, le condizioni sarebbero stabilite in modo che le decisioni dell’attuale governo risultassero inefficaci.

Nonostante tutto, Guaidó si è comportato  come se nulla fosse accaduto e ha invitato i suoi seguaci a mantenere alta la pressione in piazza. “Il popolo del Venezuela non sarà confuso con una falsa squalifica” – ha detto Guaidó, che ha ha aggiunto che Amoroso non è il Controllore Generale “Il Parlamento legittimo è l’unico in grado di designare un controllore” – ha affermato il leader dell’opposizione.

Il Procuratore generale del paese, il chavista Tarek William Saab, che ha commentato i presunti crimini commessi da Guaidó in pubblico ed ha avvertito nei giorni scorsi i giornalisti e gli utenti dei social network sulle potenziali conseguenze della cosiddetta Legge Contro l’Odio, che prevede che dichiarazioni critiche contro Maduro e i suoi ministri potrebbero essere passibili di pene carcerarie.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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