Somalia: autobomba uccide 15 persone a Mogadiscio

Pubblicato il 28 marzo 2019 alle 14:00 in Africa Somalia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un’autobomba è esplosa giovedì 28 marzo vicino a un hotel e ad alcuni ristoranti di Mogadiscio, in Somalia, uccidendo almeno 15 persone. La zona in passato era stata occupata da militanti islamici e il 10 luglio 2015 un altro albergo sulla stessa strada, l’Hotel Wehliye sulla via di Maka al Mukaram, era stato preso di mira dai jihadisti di al-Shabaab.

L’esplosione di giovedì è avvenuta nel pomeriggio e ha distrutto due ristoranti e alcune macchine parcheggiate nella zona. “Finora, abbiamo trasportato 11 morti e 16 feriti, ma il bilancio delle vittime potrebbe aumentare”, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters Abdikadir Abdirahman, direttore del servizio Amin Ambulance. La polizia finora ha dato un bilancio di otto morti. “L’esplosione ha distrutto un ristorante e ucciso molti che erano dentro e fuori dal ristorante. Il bilancio delle vittime potrebbe aumentare”, ha dichiarato a Reuters il maggiore di polizia Mohamed Hussein. Il conto delle vittime è arrivato, successivamente, fino a 15. 

Al momento non c’è stata ancora nessuna rivendicazione immediata di responsabilità. L’ultimo attentato si era verificato sabato 23 marzo davanti all’edificio di un ministero governativo della capitale somala, colpito da un’autobomba del gruppo islamista al-Shabaab. All’attacco era seguita un’irruzione nella struttura e una sparatoria che ha causato la morte di almeno 15 persone.

Prima di quest’ultima, l’aggressione più recente era accaduta il 7 marzo, quando almeno 4 persone erano morte, mentre altre 9 erano state ferite, nell’esplosione di un’autobomba vicino ad un ristorante nel centro di Mogadiscio. In tale occasione, l’organizzazione di al-Shabaab aveva rivendicato l’azione riferendo di aver colpito un luogo “pieno di apostati”.Prima ancora, il 28 febbraio, i militanti di al-Shabaab avevano fatto esplodere un’autobomba nel centro di Mogadiscio, nei pressi dell’hotel Maka Al-Mukarama, iniziando poi una sparatoria con la polizia e causando la morte di circa 30 persone e il ferimento di altre 80.  

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere ed imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Al Shabaab, che sta tentando di destituire il governo centrale appoggiato dall’Occidente, è stato espulso da Mogadiscio nel 2011 e da allora la maggior parte delle sue altre roccaforti sono cadute. Il gruppo, tuttavia, continua a rimanere una minaccia e i suoi combattenti effettuano spesso attentati in Somalia e nel vicino Kenya. Le truppe kenyote, infatti, fanno parte delle forze di peacekeeping poste dall’Unione Africana a difesa del governo centrale somalo.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia.

Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed Fermajo, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.