Venezuela: nuovo attacco al sistema energetico

Pubblicato il 27 marzo 2019 alle 6:20 in Venezuela

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Il ministro delle comunicazioni e dell’informazione della Repubblica Bolivariana, Jorge Rodríguez, ha annunciato un nuovo attacco al sistema elettrico.

In precedenza, era stato riferito che nella notte di lunedì 25 marzo, a seguito di un blackout su larga scala, almeno 16 dei 23 stati, così come la regione metropolitana, erano rimasti completamente o parzialmente al buio.

Poco dopo, secondo i media locali, la rete elettrica è stata ripristinata in tutto il Paese.

Anche in quest’occasione sarebbero i trasformatori di Guri ad essere stati attaccati.

Lo scorso 7 marzo, un incidente analogo si è verificato nella più grande centrale idroelettrica del Paese, quella di Guri, nello stato di Bolívar, che ha provocato la più grave interruzione di corrente nella storia del Paese. In quell’occasione, almeno 20 dei 23 stati sono rimasti senza elettricità e le attività lavorative tanto di imprese private quanto di istituzioni governative in tutto il Paese sono rimaste sospese per quasi una settimana.

Corpoelec, la compagnia elettrica nazionale, ha definito l’episodio “un sabotaggio nel tentativo di scatenare una guerra energetica in Venezuela”.

Il governo di Maduro ha in più occasioni affermato che l’attacco alle centrali idroelettriche che riforniscono di elettricità quasi tutto il Paese è opera degli Stati Uniti.

Washington, da parte sua, ha respinto ogni accusa sul suo possibile coinvolgimento.

Sette giorni dopo l’inizio del blackout la rete elettrica è stata finalmente ripristinata. Tuttavia, in alcune regioni continuano a verificarsi problemi legati al malfunzionamento del servizio energetico, con sporadici blackout e conseguenti disagi per la popolazione locale e per la regolare prestazione di servizi pubblici, in primis quello sanitario.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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