Mosca ammette invio di militari in Venezuela

Pubblicato il 27 marzo 2019 alle 8:41 in Russia Venezuela

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La Russia ha riconosciuto di aver inviato militari in Venezuela. Il governo di Vladimir Putin ha deciso di porre fine a sospetti, speculazioni e critiche scatenate sin dallo scorso fine settimana dall’arrivo a Caracas di due aerei militari con un centinaio di soldati a bordo. La presenza di “specialisti” della Russia sul suolo venezuelano, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Marija Zacharova in un briefing con la stampa, “è conforme alla Costituzione” ed è risultato di “un accordo di cooperazione tecnico-militare”, firmato anni fa tra la Russia e il Venezuela. Mosca, tuttavia, non ha  chiarito quale sarà la missione dei soldati russi nel paese latinoamericano.

Mosca, uno dei più grandi alleati del regime di Nicolás Maduro, non aveva riconosciuto ufficialmente la presenza di soldati russi in Venezuela, nonostante le informazioni e le prove pubblicate dai media. L’ambasciata si era limitata a riferire della presenza di “funzionari militari” nel quadro degli accordi tecnici vigenti tra Mosca e Caracas. A ciò si aggiunge lo spiegamento di batterie antiaeree russe S-300 da parte delle forze armate bolivariane nelle vicinanze di Caracas.

Juan Guaidó, presidente dell’Assemblea nazionale e autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, ha dichiarato che la presenza di militari russi viola la Costituzione. “Sembra che il governo di Nicolás Maduro non si fidi delle proprie forze armate e debba importarle dall’estero” – ha dichiarato Guaidó in Parlamento.

L’Organizzazione degli Stati americani ha assicurato lunedì che l’arrivo delle truppe russe a Caracas è “un atto dannoso” per la sovranità venezuelana. “È inaccettabile che un governo straniero abbia programmi militari di cooperazione con un regime usurpatore che è stato dichiarato illegittimo dalle risoluzioni e dal diritto interamericano e che minaccia anche pace e la sicurezza dell’emisfero” – ha lamentato l’organizzazione in un comunicato.

Il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, Mike Pompeo, ha avvertito telefonicamente domenica 24 marzo il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov che Washington non “starà a guardare mentre Mosca esacerba le tensioni” nel paese latinoamericano. Lavrov, che poche settimane fa ha ricevuto nella capitale russa la vice-presidente  del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha risposto che i tentativi degli Stati Uniti di orchestrare un colpo di stato in Venezuela sono una “palese interferenza” e una violazione dello statuto della Nazioni Unite.

L’arrivo dei due aerei russi, un Antonov An-124 e un  Ilyushin Il-62, lo scorso sabato 23 marzo presso l’aeroporto di Maiquetía di Caracas è avvenuto poche ore dopo che Maduro aveva affermato di dover rafforzare la sua sicurezza a causa di un presunto complotto per ucciderlo guidato dal Presidente dell’Assemblea e auto-proclamato presidente ad interim del Venezuela,  Juan Guaidó . “Abbiamo intenzione di continuare a costruire una cooperazione costruttiva e reciprocamente vantaggiosa sia con il Venezuela, un partner strategico della Russia, sia con altri paesi in America Latina e nei Caraibi” – ha sottolineato la portavoce della diplomazia russa Marija Zacharova.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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