Francia e Cina: accordi e titubanze

Pubblicato il 27 marzo 2019 alle 11:22 in Asia Cina

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La Cina dovrebbe dialogare con un’Europa unita e coesa, parlando con la Francia la Cina parla con l’Europa intera. Questo è il messaggio che il presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha voluto mandare alla sua controparte cinese, Xi Jinping, in visita ufficiale a Parigi. Al contempo, però, la Francia ha siglato con la Cina un accordo per la vendita di 300 aerei Airbus.

Il presidente cinese Xi Jinping è giunto in Francia dopo aver fatto tappa in Italia e a Monaco durante la sua prima visita di stato del 2019. Uno degli obiettivi del viaggio è stata la sigla del memorandum di cooperazione per il Belt and Road con il governo italiano, aspramente criticato dal resto dei Paesi europei, Francia in primis, e dagli Stati Uniti. L’Italia, unendosi ufficialmente alla schiera di circa 150 Paesi e organizzazioni internazionali che lo hanno già fatto, è diventata il primo Paese del G7 ad aderire alla costruzione della cosiddetta Nuova Via della Seta o Belt and Road Initiative. Si tratta del fiore all’occhiello della politica estera del presidente Xi Jinping lanciata da quest’ultimo nel 2013. L’iniziativa prevede il collegamento e l’interconnessione tra Europa e Asia, via terra e via mare, lungo le antiche rotte della Via della Seta con la realizzazione di una serie di grandi progetti infrastrutturali e va oltre, estendendosi, insieme agli investimenti cinesi, fino all’America Latina e all’Africa.

Di fronte a Xi Jinping, il presidente francese Macron ha affermato che è fondamentale che sia l’Europa unita a rispondere a quella che considera essere un’iniziativa foriera di egemonia cinese. Nonostante le dichiarazioni del presidente, alla sua presenza, sono stati siglati molti accordi di collaborazione commerciali e istituzionali tra Francia e Cina dal valore di circa 30 miliardi di euro in settori che vanno dagli Airbus allo spazio, alle banche, agli investimenti, alla costruzione navale fino agli scambi culturali. Si tratta di un ammontare maggiore rispetto ai 2,5 miliardi di euro che proverranno dai 29 accordi siglati dall’Italia con la Cina nei giorni precedenti.

Il presidente francese, prima dell’arrivo di Xi Jinping nella capitale aveva dichiarato che il momento dell’essere naif per l’Europa deve finire e che la Cina era riuscita a farsi strada nel continente grazie alle divisioni interne all’UE.

Macron ha riconosciuto di fronte a Xi Jinping che l’ordine internazionale sta cambiando e che la Cina e la Francia hanno una grande responsabilità nella difesa del multilateralismo, un concetto molto caro al Presidente cinese, soprattutto di fronte alle nuove scelte degli Stati Uniti che li hanno visti fare un passo indietro sia sull’accordo sul clima che sull’accordo sul nucleare in Iran.

Gli investimenti cinesi in Francia sono numerosi e abbracciano molti settori diversi, dal luxury con le Galeries Lafayette che attraggono sempre più turisti cinesi, al vino, gli hotel, alla produzione di cibo industriale e al latte. Nel 2018 la Francia ha ricevuto l’9% degli investimenti cinesi in Europa e registrato una crescita importante delle esportazioni vinicole.

I rapporti economico-commerciali tra Cina e Francia, come tra Cina ed Europa sono il segnale più importante dello stato della cooperazione bilaterale, scrive Huanqiu, il tabloid di politica estera del Quotidiano del Popolo, il giornale del Partito Comunista Cinese. In merito all’accordo per la compravendita degli Airbus, la stampa cinese ricorda che la Cina è il maggiore utilizzatore al mondo di spazio aereo per il trasporto di passeggeri, nonché il mercato destinazione principale di tutti i prodotti dei brand di lusso europei.

Le preoccupazioni che la Francia e i Paesi dell’UE hanno nei confronti della cooperazione con la Cina, scrive Huanqiu, non dipendono strettamente dai rapporti bilaterali, ma sono generate dallo sfondo di incertezza, di crescita economica debole e di crisi del multilateralismo epocale che il mondo sta attraversando.

In merito alla sempre più forte presenza della Cina sul continente africano, in cui l’influenza francese è storicamente molto forte, e agli imponenti investimenti nei Paesi africani che hanno aderito al Belt and Road, Macron ha affermato che Cina e Francia non sono “rivali strategici” in Africa, ma che anzi dovrebbero divenire partner sempre più importanti.

Il presidente Xi Jinping ha parlato dell’importanza della fiducia reciproca tra Pechino e Parigi e affermato che la cooperazione fattiva è una via obbligata, così come è necessario rafforzare il dialogo e la comunicazione su tutti i livelli.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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