Algeria: aumenta l’isolamento del presidente Bouteflika

Pubblicato il 27 marzo 2019 alle 17:02 in Africa Algeria

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Uno dei partiti che sostiene la coalizione dell’attuale governo algerino, ha invitato il presidente Abdelaziz Bouteflika a dimettersi, aumentando la pressione sul leader di 82 anni, già fortemente contestato. 

In una dichiarazione firmata dal suo leader, l’ex primo ministro Ahmed Ouyahia, il partito del National Rally per la Democrazia (RND) ha affermato che “raccomanda le dimissioni del presidente con l’obiettivo di facilitare il periodo di transizione”. La raccomandazione arriva il giorno dopo la dichiarazione del capo dell’esercito, Ahmed Gaid Salah, che ha definito Bouteflika inadatto al suo ruolo. Tali posizioni non fanno che aumentare l’isolamento del capo di Stato di 82 anni, che è stato raramente visto in pubblico dopo il 2013, anno in cui ha avuto un ictus. “In questo contesto, diventa necessario, anche imperativo, adottare una soluzione per uscire dalla crisi”, ha affermato Salah. “Una soluzione che risponda alle legittime richieste del popolo algerino e che garantisca il rispetto delle disposizioni della Costituzione e il mantenimento della sovranità dello Stato “, ha poi aggiunto. 

La pressione su Bouteflika si sta accumulando, a seguito di alcune settimane di proteste di massa in Algeria, che chiedono le dimissioni del presidente. Tali manifestazioni hanno avuto inizio dopo che il presidente ha annunciato la sua intenzione di candidarsi per un quinto mandato come capo di stato. Questa mossa, era stata sostenuta dal suo partito, il Fronte di liberazione nazionale (NLF) e dallo stesso RND. Oggi, le possibilità che l’anziano presidente possa ancora correre per tale posizione sono scarse. “Gli attivisti del Fronte sostengono pienamente il movimento popolare” con il quale “le persone chiedono cambiamenti attraverso enormi manifestazioni di piazza”, ha dichiarato uno degli esponenti del NLF. “La gente ha parlato in modo inequivocabile e gli attivisti del FLN lavoreranno per raggiungere gli obiettivi previsti seguendo un piano chiaro”, ha poi aggiunto.   

Bouteflika è un veterano della guerra di indipendenza algerina contro la Francia, verificatasi tra il 1954 e il 1962. Dopo la dichiarazione d’indipendenza del Paese, Bouteflika e gli altri veterani hanno dominato la scena politica e ne mantengono tutt’ora il controllo. A seguito di una serie di proteste, iniziate a febbraio, il presidente aveva ceduto alle richieste dei manifestanti e aveva annunciato che non avrebbe partecipato alle prossime elezioni. Tuttavia, Bouteflika ha poi fatto un passo indietro e ha dichiarato che rimarrà alla guida del Paese, fino all’adozione di una nuova costituzione, estendendo di fatto il suo attuale mandato. Tale mossa non è riuscita a placare le centinaia di migliaia di algerini che sono scesi in piazza per quasi cinque settimane, chiedendo le dimissioni immediate del presidente. “Il sistema deve cambiare. Non ha senso resistere”, ha dichiarato Belkacem Abidi, 25 anni, uno dei circa 6.000 manifestanti, in maggioranza studenti, che si sono riuniti nel centro di Algeri, martedì 26 marzo. I manifestanti continuano a chiedere cambiamenti importanti e non smetteranno di protestare fino alle dimissioni dell’attuale presidente. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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