Altro aereo USA effettua ricognizione lungo i confini russi

Pubblicato il 26 marzo 2019 alle 6:10 in Russia USA e Canada

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Nella giornata di domenica scorsa, 24 marzo, un Boeing RC-135V Rivet Joint dell’aeronautica statunitense si è avvicinato all’oblast di Kaliningrad. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Riafa.

Il velivolo USA sarebbe decollato da una base aerea britannica e avrebbe sorvolato il Mar Baltico, per poi entrare nello spazio aereo dell’oblast di Kaliningrad, a un’altitudine di circa 3.500 metri.

L’attività di aerei da ricognizione stranieri, soprattutto statunitensi, nei pressi dei confini della Russia è aumentata in modo significativo negli ultimi mesi. Lunedì scorso, un Boeing B-52H Stratofortress è stato notato vicino ai confini dell’oblast di Leningrado. Secondo fonti russi avrebbe simultato un attacco alla base della flotta russa del Baltico, avvicinandosi a circa 190 km da San Pietroburgo.

Il ministero della Difesa russo aveva poi reso noto che due caccia russi Su-27 avevano seguito il volo del B-52 americano sul Mar Baltico. Secondo il dicastero, i caccia sarebbero rientrati alla base dopo che il bombardiere ha cambiato rotta e si è allontanato dal confine russo.  Il portavoce del Pentagono Eric Pekhon, tuttavia, ha dichiarato che il bombardiere B-52 in volo sul Mar Baltico non è stato affatto respinto dai caccia russi.

“Il B-52 della US Air Force ha effettuato operazioni di routine nello spazio aereo internazionale nel rispetto del principio della libertà di navigazione e sorvolo. Mercoledì 20 marzo, il B-52 ha semplicemente avuto un incontro di routine con un caccia russo Su-27 che effettuava operazioni autonome sul Mar Baltico”, ha spiegato Pekhon.

All’inizio di marzo, l’aviazione americana ha inviato sei bombardieri B-52 strategici con capacità nucleari in Europa con l’obiettivo di partecipare a esercitazioni congiunte con i partner nella NATO. 

Non ha tardato ad arrivare la risposta di Mosca, che ha dichiarato che lo schieramento da parte di Washington di bombardieri strategici B-52 in Europa provoca un incremento della tensione e mina l’atmosfera di sicurezza e stabilità nella regione”.

“È ovvio, tali azioni da parte degli Stati Uniti non aiutano di certo a rafforzare l’atmosfera di sicurezza e stabilità nella regione direttamente adiacente ai confini della Federazione Russa. Tutto il contrario, non fanno altro che provocare ulteriori tensioni. […] Siamo seriamente preoccupati riguardo tali azioni ostili da parte di Washington”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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