Trump riconosce la sovranità israeliana sulle Alture del Golan

Pubblicato il 25 marzo 2019 alle 17:49 in Israele USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, ha firmato un decreto nel quale gli Stati Uniti riconoscono la sovranità israeliana sulle Alture del Golan, all’inizio di un incontro con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, tenutosi il 25 marzo a Washington. 

Il decreto ha formalizzato la dichiarazione di Trump del 21 marzo, con la quale il presidente USA aveva affermato che era giunto il momento per gli Stati Uniti “di riconoscere pienamente” la sovranità israeliana sul Golan. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, tale decisione rappresenta un’imporante spinta per Netanyahu, in vista delle elezioni israeliane del 9 aprile. Il riconoscimento, tuttavia, arriva in un momento estremamente delicato per i rapporti tra Israele e palestinesi. Infatti, nelle prime ore del 25 marzo, un razzo proveniente da Gaza ha colpito un’abitazione a nord di Tel Aviv, ferendo almeno 6 persone e distruggendo l’abitazione. Israele ha immediatamente risposto con una serie di raid aerei contro le postazioni di Hamas a Gaza. In tale contesto, il timore che la situazione possa portare ad un’escalation della violenza è costante. Il riconoscimento americano della sovranità israeliana su un territorio conquistato a seguito di una guerra, potrebbe alimentare queste paure.

I territori in questione sono stati conquistati da Israele durante la guerra arabo-israeliana del 1967. Precedentemente controllati dalla Siria, le Alture del Golan sono state annesse al territorio nazionale israeliano nel 1981. Finora, sia gli USA sia l’Onu avevano sempre rifiutato di riconoscere l’occupazione israeliana di tali territori, insieme alla Cisgiordania, sostenendo che il loro status dovesse essere negoziato per vie diplomatiche. Tuttavia, nel 1981, a seguito dell’annessione unilaterale israeliana, l’amministrazione Reagan reagì sospendendo un accordo di cooperazione strategica tra Stati Uniti ed Israele che, tuttavia, ha sempre continuato ad amministrare l’area. Dallo scoppio del conflitto siriano, il 15 marzo 2011, con l’intervento della Russia e dell’Iran, è aumentata la pressione nei confronti del governo israeliano, affinché si ritirasse dalla Alture del Golan, considerate una zona critica per la sicurezza della regione.

Le Alture del Golan costituiscono un altopiano roccioso che si estende per circa 1.800 km lungo i confini tra Israele, Siria, Libano e Giordania. Nel 1967, nel corso della Guerra dei sei giorni, Israele conquistò parte di tale territorio a danno di Damasco, dalle pendici sud del monte Hermon fino al lago Tiberiade, in prossimità del confine con la Giordania. Le alture del Golan sarebbero “per legge” appartenenti alla Siria ma, di fatto, sono occupate militarmente ed amministrate da Israele, che le ha annesse unilateralmente al proprio territorio nazionale senza il riconoscimento dell’Onu. La risoluzione annuale dell’Onu sul “Golan siriano occupato”, non vincolante, dichiara nulla e illegale la giurisdizione imposta da Israele su tale area.

A causa delle continue battaglie nelle zone occupate del Golan, l’esercito israeliano ha più volte effettuato incursioni sulle posizioni dell’esercito siriano in tale area. Israele teme che i movimenti delle forze siriane ed i suoi alleati, soprattutto l’Iran, nell’area possano sottrarre parte del territorio. Nel maggio 2018, le forze di difesa israeliane hanno intensificato i pattugliamenti militari sulle alture del Golan occupato, dopo che, il 14 aprile scorso, le autorità di Israele avevano chiuso, per due settimane, il proprio spazio aereo in reazione al lancio di oltre 100 missili da parte di Stati Uniti, insieme a Francia e Gran Bretagna contro tre importanti centri di fabbricazione di armi chimiche in Siria.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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