Nasce a Santiago la Prosur, nuova organizzazione regionale sudamericana

Pubblicato il 25 marzo 2019 alle 15:52 in America Latina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I presidenti di Cile, Colombia, Argentina, Brasile, Ecuador, Paraguay e Perù, assieme al rappresentante della Guyana, creano Prosur, una nuova organizzazione regionale con un orientamento conservatore. La svolta sudamericana a destra è dunque compiuta.

Unasur, l’organizzazione multilaterale sponsorizzata dal presidente venezuelano Hugo Chávez più di dieci anni fa, cessa di esistere. Al suo posto è nato il Forum per il Progresso del Sud America o Prosur, un nuovo blocco regionale in sintonia con i nuovi tempi politici. I governi di sinistra che hanno dominato dall’ultimo decennio fino a oggi sono stati sostituiti, a poco a poco, da altri di profilo conservatore. La creazione di Prosur è stata un’iniziativa del Cile e della Colombia, presto affiancata da Brasile, Ecuador, Argentina, Perù e Paraguay. Solo la Bolivia e l’Uruguay, dove la sinistra è al governo e in buona salute, e, ovviamente, il Venezuela, il nemico comune del nuovo blocco, sono rimasti fuori.

Questo nuovo tentativo di integrazione è nato dalle ceneri dell’Unasur, che i nuovi membri hanno abbandonato perché la consideravano “oppresso dall’ideologia della sinistra” da cui aveva avuto origine. Tra il 2008 e il 2009, i promotori del processo d’integrazione erano Hugo Chávez del Venezuela, Néstor Kirchner dell’Argentina e Lula da Silva del Brasile. I primi due sono morti e il terzo è stato incarcerato per corruzione. La sinistra, sconfitta nel 2012 in Paraguay e negli anni successivi in Argentina, Cile, Brasile e Perù, è ai margini del potere in Sud America. Anche in Ecuador, dove ha vinto le elezioni, il presidente Lenín Moreno ha traghettato il paese su posizioni più moderate, ricevendo l’appoggio popolare in un referendum sul numero di mandati presidenziali che lo ha visto scontrarsi con il predecessore ed esponente di spicco della sinistra latinoamericana Lenín Moreno.

Prosur sarà una storia diversa rispetto a Unasur, promettono i fondatori. “È uno strumento di cooperazione, di dialogo senza ideologia” – ha detto il presidente colombiano Ivan Duque dopo un incontro bilaterale con il presidente cileno Sebastián Piñera alla Moneda, il palazzo presidenziale di Santiago. Riguardo all’esclusione del Venezuela e al profilo conservatore di tutti i partner, Piñera ha spiegato che il blocco è stato concepito come un “polo di democrazia, libertà e rispetto dei diritti umani”. “Questa volta non si tratta di ideologia, ma di valori, principi” – ha spiegato il presidente del Cile.

“I requisiti essenziali per partecipare a questo spazio saranno la piena vigenza della democrazia e dei rispettivi ordini costituzionali, il rispetto del principio di separazione dei poteri statali e la promozione, protezione, rispetto e garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, così come la sovranità e l’integrità territoriale degli Stati, nel rispetto del diritto internazionale” – afferma il punto cinque della Dichiarazione di Santiago firmata dai presidenti di Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Perù, Paraguay e dal rappresentante della Guyana.

Prosur nasce a margine di un vertice dei presidenti sudamericani cui hanno preso parte anche Uruguay, Bolivia e Suriname, al momento rimasti fuori dall’organizzazione. Il vertice in Cile è stato il primo viaggio ufficiale in un paese del Sud America di Bolsonaro come presidente del Brasile, una novità che ha rotto con la tradizione dei brasiliani di inaugurare il mandato all’estero in Argentina, principale partner economico di Brasilia.

Bolsonaro ha preferito mantenere il profilo basso. “Non ho intenzione di parlare di Pinochet” – ha detto non appena è arrivato a Santiago. Il chiarimento non è casuale: un mese fa, durante un incontro con il presidente paraguaiano Mario Abdo Benítez aveva dichiarato che il dittatore Alfredo Stroessner, al potere ad Asunción dal 1954 al 1989, era stato “uno statista”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.