Azerbaigian: Aliyev grazia 50 prigionieri politici

Pubblicato il 25 marzo 2019 alle 6:10 in Azerbaigian

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Il Presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha graziato più di 50 persone considerate prigionieri politici dagli avversari del presidente e da alcune organizzazioni di difesa dei diritti umani,.

Come è diventata una tradizione per celebrare la festa di Nowruz, il capodanno persiano, il presidente Aliyev ha graziato più di 400 persone, secondo quanto riferisce l’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica dell’Azerbaigian. A differenza delle precedenti indulgenze, tuttavia, questa includeva una larga parte di quelli considerati dai gruppi per i diritti umani e dalle organizzazioni internazionali di sorveglianza dei diritti come prigionieri politici.

Tra i detenuti rilasciati il 17 marzo ci sono due vicepresidenti del partito d’opposizione Fronte Popolare dell’Azerbaigian; membri di un gruppo giovanile condannati a 10 anni di reclusione per aver imbrattato con graffiti e altre scritte una statua dell’ex presidente Heydar Aliyev; attivisti religiosi islamisti della roccaforte sciita di Nardaran; alcuni giornalisti e un ex ministro della salute che è stato in prigione per 12 anni. 

“Penso che il popolo azero abbia mostrato la sua forte volontà e gli organizzatori di questa lotta abbiano raggiunto il loro obiettivo perché hanno mostrato una posizione coerente e di principio” – ha dichiarato al sito Eurasianet uno dei prigionieri liberati, Gozal Bayramli, vicepresidente del Fronte Popolare in carcere per contrabbando di valuta sin dal 2017. “Finché il governo non tollererà le opinioni politiche delle persone, ci sarà un forte conflitto nella società” – ha aggiunto.

Diversi opinionisti, tuttavia, sostengono che la mossa di Aliyev sia dovuta alla pressione internazionale e in particolare ai negoziati con l’Unione europea su un nuovo accordo bilaterale globale. Il prossimo vertice  Azerbaigian-UE per raggiungere l’accordo è previsto per il prossimo 4 aprile. La UE ha costantemente premuto sul governo di Baku presentando le riforme in materia dei diritti umani, incluso il rilascio di prigionieri politici, come parte essenziale dell’accordo.

L’Unione europea ha definito la grazia presidenziale concessa da Aliyev un “gradito passo avanti”, ma ha aggiunto in una dichiarazione della portavoce del commissariato per gli Affari Esteri e di Sicurezza, Maja Kocijancic, che “si aspetta che ulteriori passi simili seguiranno in futuro, in linea con gli impegni internazionali assunti dall’Azerbaigian”.

La stampa filo-governativi, al contrario, interpreta il perdono come un segno di forza dell’esecutivo. “La rivoluzione nel paese si sta realizzando dall’alto. Possiamo chiamarla “rivoluzione bianca” e il suo architetto è Ilham Aliyev ” – ha scritto Rauf Arifoglu, caporedattore del giornale Yeni Musavat, che spiega come le riforme socio-economiche avviate dal capo dello stato abbiano nella società azera “la migliore alleata”.

“Il decreto del perdono firmato il 16 marzo è un passo per incoraggiare la riconciliazione e la solidarietà sulla scena politica” – spiega l’opinionista azero, che aggiunge come l’ex presidente İsa Qember abbia definito la grazia “il più grande gesto di amnistia politica degli ultimi anni”. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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