Messico: fermati oltre 100 migranti centroamericani al confine con gli USA

Pubblicato il 24 marzo 2019 alle 13:27 in Immigrazione Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La polizia messicana e gli ufficiali federali hanno messo in stato di fermo 107 migranti centroamericani che tentavano di entrare negli Stati Uniti tramite la città di confine di Reynosa, ha reso noto il governo dello Stato nord-orientale di Tamaulipas.

In seguito a una soffiata, la polizia di Stato ha intercettato un gruppo di migranti che erano stati fatti scendere da camion nella parte occidentale della città di Reynosa, situata al confine tra il Messico e il Texas. Sulla scena, uomini armati non meglio identificati hanno aperto il fuoco sulle forze dell’ordine, e uno degli aggressori è rimasto ucciso nello scontro; a renderlo noto è stato il governo dello Stato di Tamaulipas attraverso un comunicato in cui aggiunge che la polizia ha requisito armi da fuoco e cartucce. Non è ancora noto se gli aggressori siano stati arrestati o meno.

Separatamente, la polizia ha scoperto un altro gruppo di uomini e donne originari dell’America centrale mentre tentavano di accedere a un’autostrada in direzione di Reynosa. Le forze dell’ordine hanno fermato i migranti e allertato i funzionari federali addetti all’immigrazione, i quali, ha fatto sapere il governo, sono ora impegnati a verificarne lo stato legale. L’Istituto Nazionale per la Migrazione, anch’esso allertato, ha contato nel gruppo un totale di 51 cittadini del Guatemala, 47 onduregni e 9 salvadoregni.

Il nuovo governo del presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, insediatosi lo scorso 1 dicembre, intende facilitare le condizioni per i cittadini delle regioni centroamericane per ottenere un visto che consenta loro di rimanere legalmente nel Paese. Città del Messico ritiene che le dimensioni del paese, quasi 130 milioni di persone e un milione di migranti, consentano di integrare nel mercato del lavoro non solo i migranti già mobilitatisi attraverso le varie “carovane” nei mesi passati, ma anche quelli che stanno per arrivare. López Obrador ha sottolineato come la Germania, con 82 milioni di abitanti, quasi 50 milioni in meno del Messico, accolga il quadruplo dei migranti. Con questa flessibilità, il governo stima che l’immigrazione crescerà tra il 10% e il 15%. Il piano di regolarizzazione consentirebbe a tutti i nuovi immigrati di accedere legalmente al sistema sanitario, all’istruzione pubblica, alla previdenza sociale e a diversi progetti sociali. Tuttavia, questo progetto ha destato l’allarmismo di Washington, che teme un’ondata di immigrazione oltre i propri confini.

In questo contesto, il 15 febbraio, il presidente americano, Donald Trump, ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale per poter bypassare il primo rifiuto del Congresso di allocare fondi per la costruzione del muro al confine tra Stati Uniti e Messico, muro da lui promesso in campagna elettorale al fine di arginare l’immigrazione, dal capo di Stato da sempre associata all’aumento della criminalità nel Paese. Tramite lo stato d’emergenza, Trump mirava e mira tuttora a far confluire vari fondi, normalmente stanziati in altri programmi nazionali, per lo più militari, nella costruzione del muro di confine, e provocare in tal modo una battuta d’arresto al fenomeno immigratorio.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.