Italia e Cina: sì all’intesa sulla Nuova Via della Seta

Pubblicato il 24 marzo 2019 alle 16:59 in Asia Cina

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Italia e Cina hanno siglato il memorandum di cooperazione per la costruzione congiunta del Belt and Road, il 23 marzo a Roma, durante la visita di stato del presidente Xi Jinping in Italia. Si tratta di un momento storico importante nel corso dei rapporti bilaterali tra i due Paesi e di un gesto che ha suscitato molti dibattiti sia a livello interno in Italia che da parte dei suoi alleati storici, Usa ed Unione Europea.

Il memorandum è stato un momento dal grande valore simbolico, l’Italia è il primo dei grandi Paesi occidentali e il primo membro del G7 ad aderire all’iniziativa Belt and Road, lanciata dal presidente Xi Jinping nel 2013. Questa l’apertura del tabloid sulla politica estera del Quotidiano del Popolo, il giornale del Partito Comunista Cinese all’indomani della storica firma del memorandum di intesa sulla costruzione congiunta del Belt and Road tra Italia e Cina. La cerimonia di sigla si è svolta a Villa Madama, l’accordo è stato firmato dal vice premier e ministro allo sviluppo economico italiano Luigi di Maio e dal direttore della Commissione Centrale per lo Sviluppo e le Riforme cinese, He Lifeng, di fronte al presidente Xi Jinping e al presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte.

L’Italia si unisce, con la firma dell’accordo – che è stato revisionato e limitato nello scopo divenendo un accordo quadro a cui dovranno far seguito singole intese per i progetti di collaborazione – ai 123 Paesi e 29 organizzazioni internazionali che hanno già aderito al Belt and Road.

Tutti questi Paesi ritengono, continua l’editoriale cinese, che il Belt and Road – fiore all’occhiello della politica estera di Xi Jinping che punta a riconnettere Asia ed Europa, ma anche America Latina e Asia sfruttando quelle che erano le antiche rotte delle vie della seta – sia una iniziativa volta alla cooperazione e alla prosperità condivisa. Il governo italiano mette prima di tutto l’interesse del suo Paese e ha compreso che unire le forze con la Cina nel rispetto degli interessi di ciascuno può portare a risultati molto importanti, continua l’analisi cinese.

Con la sigla del memorandum l’Italia ha deciso di non ascoltare gli ammonimenti giunti dagli Stati Uniti, un fenomeno che agli occhi della stampa cinese rappresenta una diminuzione dell’influenza statunitense sull’Europa.

I critici dell’accordo, precisa l’editoriale di Huanqiu, accusano l’Italia di aver “fatto entrare con forza la Cina in Europa” ed i piu arditi paragonano persino che Roma a un “cavallo di Troia”. Si tratta di visioni non al passo con i tempi, basate sul pregiudizio e sulle incomprensioni. La realtà, secondo l’analisi cinese, è diversa. La cooperazione sotto l’egida del Belt and Road è particolarmente positiva per l’Italia e creerà grandi opportunità per il Paese, soprattutto per lo sviluppo dei suoi porti.

L’Italia avrà un ruolo di guida degli altri Paesi occidentali come pioniere della cooperazione nel Belt and Road. I detrattori dell’accordo, come gli Usa, tendono a vedere l’iniziativa della Nuova Via della Seta come una estensione dell’influenza geopolitica della Cina.

Il memorandum di intesa tra Italia e Cina per il Belt and Road è stato siglato insieme ad altri 29 accordi, 19 istituzionali e 10 commerciali e non contiene alcun riferimento alle tecnologie che più destano la preoccupazione di Washington, come il 5G e le infrastrutture di rete.

La tappa in Italia della prima visita di stato del 2019 del presidente cinese Xi Jinping si è conclusa la mattina del 24 marzo, quando ha lasciato Palermo per partire alla volta di Monaco e proseguire per l’ultima fermata in Francia. Durante i tre giorni di permanenza in Italia, Xi Jinping e la sua delegazione formata da alcuni dei più importanti esponenti del Comitato Centrale del Politburo del Partito Comunista Cinese – come il consigliere Yang Jiechi e il direttore della Commissione per lo Sviluppo e le Riforme He Junfeng – e del governo di Pechino, come il ministro degli esteri Wang Yi e quello per il commercio Zhang Zhongshan hanno incontrato i leader italiani.

Il primo giorno di visita il Presidente della Cina è stato accolto dal presidente italiano Sergio Mattarella al Quirinale, dove i due leader hanno avuto un colloquio a porte chiuse, seguito da un dialogo alla presenza delle delegazioni istituzionali dei due Paesi, una sessione di dichiarazioni alla stampa e un incontro con i rappresentanti dei tre meccanismi di cooperazione bilaterale che hanno svolto il loro incontro annuale in concomitanza con la visita presidenziale, ovvero il Business Forum, il Forum Culturale e il Forum per la cooperazione nei Paesi terzi. Il 22 marzo, Xi Jinping ha anche incontrato i presidenti di Camera e Senato, mentre il colloquio con il Presidente del Consiglio Conte è avvenuto nella mattina del 23 marzo, successivamente al commiato dal Quirinale. Dopo il pranzo di stato al Quirinale la sera stessa, Xi Jinping e la consorte, Peng Liyuan, hanno fatto una tappa a Palermo per poi proseguire verso Monaco e Parigi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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