Afghanistan: raid aerei contro talebani, morti 13 civili

Pubblicato il 24 marzo 2019 alle 16:41 in Afghanistan Asia

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Raid aerei nella provincia afghana settentrionale di Kunduz hanno causato la morte di 13 civili, sabato 23 marzo, mentre la battaglia contro i talebani si intensifica nell’area colpita e nella provincia meridionale di Helmand.

I raid aerei di sabato 23 marzo hanno ucciso 13 civili afghani, ha reso noto Safiullah Amiri, un membro del consiglio provinciale di Kunduz; tra le vittime figurano anche bambini, ha aggiunto un altro membro del consiglio, Amruddin. I corpi sono stati trasferiti nella città di Kunduz nel retro di un camion durante una protesta improvvisata da varie decine di civili.
L’incursione aerea è avvenuta in concomitanza con l’annuncio, sia da parte delle forze nazionali afghane sia da parte dei talebani, di aver inflitto “pesanti perdite” alla fazione rivale nella provincia in questione e a Helmand, che costituiscono due roccaforti del gruppo islamista.
È stato riferito precedentemente da alcune testate che i raid aerei di sabato hanno fatto seguito a scontri a fuoco tra soldati statunitensi e truppe afghane, provocata da un talebano infiltrato in queste ultime. Tuttavia, tale dinamica non è ancora stata confermata. Nella colluttazione sarebbero morti 4 soldati afghani, ha riferito una fonte interna all’esercito.

Sempre a Kunduz, due soldati americani sono rimasti uccisi in un combattimento nella precedente giornata di venerdì 22 marzo. Il Dipartimento della Difesa americano ha identificato le vittime nei soldati Joseph Collette, 29 anni, e il sergente Will Lindsay, 33 anni.

È ancora una volta a Kunduz che le forze afghane, godendo dell’appoggio aereo della NATO, hanno recentemente ucciso 58 combattenti talebani, tra cui numerosi comandanti del gruppo; a renderlo noto è stato, sabato 23 marzo, il Ministero della Difesa tramite un messaggio su Twitter. I talebani hanno reso noto di aver ucciso 19 unità delle forze afghane e 5 di quelle internazionali. Pesanti scontri sono avvenuti anche a Helmand, dove sono morti anche civili.

Sempre sabato 23 marzo, i talebani avevano rivendicato anche le due esplosioni verificatesi durante le celebrazioni del Farmers Day, festa nazionale in Afghanistan, presso uno stadio della città di Lashkar Gah, causando la morte di 4 persone e il ferimento di altre 31, tra cui lo stesso governatore del distretto.

La portavoce di Resolute Support, la missione a guida Nato in Afghanistan, non ha ancora commentato le richieste dei media e delle agenzie di stampa circa le dinamiche dei raid aerei di sabato. Resolute Support, formata da circa 17mila soldati, oltre la metà dei quali americani, è stata lanciata il 1 gennaio 2015, in seguito alla conclusione dell’International Security Assistance Force (ISAF) mission, avvenuta alla fine del 2014. L’obiettivo dell’operazione è aumentare il supporto all’esercito afghano, attraverso l’addestramento delle truppe locali e l’appoggio alle istituzioni afghane.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo.

I talebani, tuttavia, non sono l’unica preoccupazione dell’esercito di Kabul e degli USA, poiché, dal 2015, l’Afghanistan è minacciato anche dalle attività della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nell’area, che compie attacchi sistematici contro le comunità locali sciite.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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