Venezuela: numero due di Guaidó accusato di terrorismo

Pubblicato il 23 marzo 2019 alle 6:10 in Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Interno del Venezuela, il numero due di Guaidó avrebbe pianificato di mettere in atto una serie di attentati.

Le autorità venezuelane hanno accusato l’aiutante del leader dell’opposizione Juan Guaidó, Roberto Marrero, arrestato all’alba di giovedì 21 marzi, di aver preso parte e organizzato gruppi terroristici criminali. A dichiararlo il ministro dell’Interno venezuelano, Néstor Reverol. Nella giornata di giovedì, il Servizio Nazionale Bolivariano di Intelligence del Venezuela (SEBIN) ha arrestato Roberto Marrero e Sergio Vergara, due stretti collaboratori di Guaidó. Secondo quanto riportano i media locali, due fucili e una granata sarebbero stati successivamente rinvenuti nell’abitazione di Marrero. Vergara è stato rilasciato giovedì stesso, mentre Marrero si trova ancora in custodia.

“L’indagine condotta dal Servizio Nazionale Bolivariano di Intelligence del Venezuela insieme all’ufficio del Procuratore Generale ha portato alla detenzione di Roberto Eugenio Marrero, 49 anni, responsabile dell’organizzazione di gruppi criminali con fini terroristici. […] Armi da fuoco e ingenti somme di denaro contante in valuta estera sono state sequestrate nella sua abitazione”, ha dichiarato Reverol in un’intervista trasmessa dalle emittenti televisive locali.

Secondo il ministro dell’Interno, la cellula terroristica pianificava di mettere in scena una serie di attentati. Reverol ha ipotizzato che la cellula avrebbe potuto assoldare mercenari dalla Colombia o dall’America Centrale “per tentare di assassinare leader politici venezuelani, personale militare, giudici, così come per compiere atti di sabotaggio verso i servizi pubblici al fine di seminare il caos nella società venezuelana.

Da gennaio il paese caraibico sta affrontando una grave crisi politica ed economica. Il 5 gennaio, Juan Guaidó è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale, controllata dall’opposizione. Il 23 gennaio, l’opposizione venezuelana ha tentato un colpo di stato e Guaidó si è autoproclamato presidente ad interim del Paese. Questa azione è stata appoggiata dagli Stati Uniti e da oltre 50 paesi.

Oltre che dalla Russia, Maduro, che rimane attualmente il legittimo presidente costituzionalmente eletto del Venezuela, è sostenuto da diversi paesi tra cui spiccano Cuba, partner storico di Caracas, Messico, Cina, Turchia e Indonesia.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.