Burkina Faso: Human Rights Watch denuncia vittime civili per mano di gruppi islamisti e forze di sicurezza

Pubblicato il 23 marzo 2019 alle 6:01 in Africa Burkina Faso

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I gruppi islamisti e le forze di sicurezza del Burkina Faso hanno causato la morte di oltre 115 civili dalla metà del 2018 ad oggi. E’ quanto rende noto l’ultimo report di Human Right Watch (HRW), intitolato, “We Found Their Bodies Later that Day’: Atrocities by Armed Islamists and Security Forces in Burkina Faso’s Sahel Region”. Oltre alle vittime, gli scontri tra i militanti e i soldati burkiniani hanno forzato migliaia di residenti ad abbandonare i propri villaggi dall’inizio del 2019.

Il documento di 56 pagine documenta sia uccisioni commesse dai gruppi islamisti, la maggior parte dei quali hanno assassinato individui sospettati di collaborare con il governo di Ouagadougou, sia da esecuzioni condotte dalle forze di sicurezza locali di persone accusate di far parte delle organizzazioni islamiste.

Alla luce di ciò, le autorità del Paese africano hanno ordinato indagini per chiarire quanto accaduto. Ad avviso di HRW, attori internazionali chiave come il Consiglio di sicurezza dell’Onu, i cui rappresentanti visiteranno il Burkina Faso a fine marzo, dovrebbero esercitare pressione sul governo di Ouagadougou affinché si impegni ad evitare che tali uccisioni continuino.

Il direttore del Sahel di HRW, Corinne Dufka, ha riferito che la situazione dei diritti umani sta peggiorando sempre di più nello Stato africano, dove gli abitanti hanno sempre più paura sia dei soldati sia dei militanti islamisti. Ai fini del report, lo staff di HRW ha intervistato 92 persone tra vittime e testimoni di tali abusi, insieme a leader delle comunità, ufficiali governativi e analisti della sicurezza. Gli assassinii documentati sono avvenuti il 32 villaggi dalla metà del 2018 al febbraio 2019.

Per lungo tempo risparmiato dai gruppi armati attivi nel Sahel, il Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri del mondo, è divenuto bersaglio dei movimenti jihadisti dalla caduta dell’ex presidente Blaise Compaore, nell’ottobre 2014. Il 15 gennaio 2016, a soli due giorni di distanza dall’inaugurazione del nuovo governo, presieduto dal premier Paul Kaba Thieba, alcuni militanti hanno sequestrato un hotel e un bar nel centro di Ouagadougou, causando la morte di 28 persone e il ferimento di altre 56, evidenziando la difficoltà della nuova amministrazione nell’attuare una risposta anti-terrorista efficace. L’assalto era stato rivendicato da al-Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM), un’organizzazione terroristica islamista affiliata di Al Qaeda attiva nell’Africa nord-occidentale.

Il Burkina Faso fa parte della forza antiterrorismo G5 Sahel, un corpo composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali provenienti anche da Mauritania, Niger e Ciad, creato nel febbraio 2017, per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il Sahel comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella sua parte Nord-occidentale. 

Secondo quanto riportato dal Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, nel 2017, la branca nel Sahara di al-Qaeda nel Maghreb Islamico, al-Murabitoun, Ansar al-Dine e il Macina Liberation Front si sono uniti per formare il Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM) che, insieme ad altri gruppi come Ansarul Islam e ISIS in the Greater Sahara, è noto per operare in Burkina Faso.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.