Nuova Zelanda: verso la legge che vieterà le armi usate a Christchurch

Pubblicato il 22 marzo 2019 alle 8:50 in Asia Nuova Zelanda

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La nuova legge sul porto d’armi neozelandese bandirà i fucili semiautomatici e d’assalto in stile militare, a seguito della sparatoria di massa avvenuta in due moschee di Christchurch il 15 marzo.

Il primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, ha in precedenza dichiarato che il suo governo ha preso la decisione dirafforzare la legislazione in fatto di possessione di armi da fuoco. “Abbiamo preso una decisione come gabinetto, siamo tutti uniti”, ha aggiunto Ardern. La decisione è stata presa quando, subito dopo le sparatorie, il primo ministro ha etichettato l’attacco come terrorismo e ha affermato che il 15 marzo, la storia della Nuova Zelanda è cambiata per sempre, ed ora anche le sue leggi. La premier ha annunciato in conferenza stampa “un’azione a nome di tutti i neozelandesi per rendere il Paese un posto più sicuro, dove tutte le armi semiautomatiche come quelle usate durante l’attacco saranno bandite”.

Jacinda Ardern ha poi affermato che la volontà del governo è quella di far sì che le leggi entrino in vigore entro l’11 aprile, data entro la quale la leader vuole stabilire un piano di riacquisto per le armi vietate che probabilmente si attesterà su un budget di 200 milioni di dollari neozelandesi (138 milioni di dollari USA).

Secondo il nuovo disegno di legge, tutti i fucili semi-automatici di tipo militare (MSSA) e quelli d’assalto saranno vietati, insieme alle parti che servono a convertire le armi in MSSA e tutti i caricatori ad alta capacità. Secondo le leggi sulle armi esistenti, una licenza standard per le armi di categoria A consente l’acquisto di una semiautomatica limitata a 7 colpi. Il video in diretta di un uomo armato in una delle moschee ha mostrato un’arma semi-automatica modificata con un caricatore molto più potente.Il primo ministro Ardern ha detto che più riforme future riguarderanno il registro delle armi da fuoco e le licenze.

L’Australia ha vietato le armi semiautomatiche e ha effettuato un riacquisto di armi dopo il massacro di Port Arthur nel 1996, durante il quale 35 persone sono state uccise. La premier Ardern ha affermato che, analogamente all’Australia, la legge consentirebbe esenzioni rigorose per gli agricoltori per quanto riguarda l’uso delle armi in materia di controllo dei parassiti e benessere degli animali. La leader neozelandese ha poi aggiunto che crede fermamente che la maggioranza di legittimi proprietari d’armi nel Paese comprenderà che queste mosse sono nell’interesse nazionale e prenderanno questi cambiamenti in modo positivo.

La Nuova Zelanda, un Paese con meno di 5 milioni di persone, ha al suo interno un numero di armi da fuoco stimato tra 1.2 e 1.5 milioni, e circa 13.500 di queste armi di tipo MSSA. La maggior parte degli agricoltori possiede armi da fuoco specialmente  per la caccia ai cervi, ai maiali e alle capre. I club di armi da fuoco e le aree di tiro sono su tutto il territorio del Paese, e questo ha creato una potente lobby che ha ostacolato i precedenti tentativi di rafforzare le leggi sulle armi.

Gli agricoltori federati, che rappresentano migliaia di agricoltori, hanno dichiarato di sostenere le nuove leggi. “Non sarà popolare tra alcuni dei nostri membri, ma crediamo che questa sia l’unica soluzione praticabile”, ha affermato in una nota un portavoce del gruppo, Miles Anderson.  Anche il principale partito nazionale di opposizione, che attira un forte sostegno nelle zone rurali, ha dichiarato di sostenere il divieto.

L’autore della strage è stato identificato essere il 28enne australiano Brenton Tarrant, originario dello Stato di New South Wales, il quale ha riferito di essere stato mosso da motivazioni anti-immigranti, ispirandosi a Andres Breivik, terrorista islamofobo di estrema destra norvegese che il 22 luglio 2011 uccise complessivamente 77 persone in due attacchi a Oslo e sull’isola di Utoya. Il suo gesto estremo ha causato la morte di 50 persone, tutti fedeli musulmani, mentre altre 20 sono state ferite.Tarrant, nel manifesto di 74 pagine postato su un forum online, 8chan, prima della strage, ha dichiarato di aver pianificato gli attacchi da due anni, e di non essere membro di alcuna organizzazione. A suo dire, ha fatto donazioni e ha interagito con gruppi nazionalisti, sebbene abbia poi agito di sua spontanea volontà. La scelta della Nuova Zelanda, ha spiegato l’attentatore, è stata effettuata a causa della posizione geografica, per dimostrare che anche uno dei Paesi più remoti al mondo è interessato dal fenomeno dell’immigrazione di massa. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.