Kazakistan: Tokaev giura e propone di cambiare nome alla capitale

Pubblicato il 21 marzo 2019 alle 6:30 in Asia Kazakistan

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Kasym-Jomart Tokaev ha giurato mercoledì 20 marzo come presidente ad interim della Repubblica del Kazakistan, sostituendo così Nursultan Nazarbaev, al potere sin dallo scioglimento dell’Unione Sovietica. Nel suo primo discorso alla nazione in qualità di capo dello stato Tokaev ha proposto di cambiare il nome della capitale Astana in Nursultan, in onore di Nazarbaev.

Il cambiamento del nome della capitale è una proposta in linea con il passato sovietico non solo del paese, ma di entrambi i politici. Basti ricordare come ai tempi dell’URSS fosse pratica comune rinominare le città in onore dei leader sovietici, al di là delle più note Stalingrado e Leningrado, alcuni esempi sono l’attuale Nizhnij Novgorod, ribattezzata “Gorkij”, Tver’ si chiamava “Kalinin”, Vladikavkaz “Ordzhonikidze”, Donetsk si chiamò “Stalin” per un certo periodo negli anni ’20 e le attuali capitali di Kirghizistan e Tagikistan, Bishkek e Dushanbe, si chiamavano Frunze e Stalinabad. 

Al di là degli omaggi, Nazarbaev rimarrà una figura influente. “L’opinione del padre della patria (Elbasi in kazako) sarà d’importanza speciale, e io credo prioritaria, nello sviluppare e adottare decisioni strategiche” – ha affermato Tokaev.

Per Nazarbaev, che rimane presidente del Consiglio di Sicurezza e “Primo presidente della Repubblica del Kazakistan” (un titolo ufficiale ma onorifico), oltre che capo del partito Nur Otan, Tokaev ha proposto un seggio in Senato, come “senatore onorario”.

Compito del sessantacinquenne Tokaev, cui dimettendosi Nazarbaev ha rivolto parole di elogio, sarà quello di guidare una transizione ordinata del potere verso una generazione di politici più giovane e portare il paese a elezioni presidenziali entro aprile 2020, quando scade il mandato di cui assicura l’interim. 

Tokaev, primo ministro tra il 1999 e il 2002, poi alto direttore generale della sede ONU di Ginevra dal 2011 al 2013, è considerato un abile negoziatore, capace di mantenere il paese, stretto alleato dei potenti vicini, Russia e Cina, in ottimi rapporti commerciali con l’Occidente, come avvenuto finora sotto Nazarbaev.

L’interesse di Mosca, che affitta dal Kazakistan l’area di oltre 6.000 chilometri quadrati che ospita il cosmodromo di Bajkonur e la istallazioni circostanti, nella stabilità della repubblica centroasiatica è tale che Nazarbaev ha telefonato a Putin per comunicargli la sua decisione prima di parlare al paese.

Secondo numerosi analisti intervistati dal New York Times, le mosse di Nazarbaev sono state progettate per lungo tempo, almeno dal 2016, quando morì Islam Karimov, presidente del vicino Uzbekistan. Anche Karimov era al potere sin dai tempi sovietici e alla sua morte il governo era così impreparato da nascondere la dipartita per diversi giorni, dissimulando normalità e fingendo che Karimov fosse ancora in vita. Inoltre, Nazarbaev sarebbe rimasto colpito dalle vicende della famiglia di Karimov dopo la morte di quest’ultimo, allontanata dal potere e privata di numerosi privilegi. Alla fine Gulnara, figlia del defunto presidente uzbeko, è stata arrestata. Un destino che il leader kazako vuole evitare alla famiglia e in particolare alla figlia Dariga, lungamente indicata come potenziale erede del padre alla guida del Kazakistan.

Una transizione ordinata, gestita da dietro le quinte, sarebbe dunque l’obiettivo principale di Nazarbaev, l’ultimo di una lunghissima carriera politica. “È consapevole del proprio prestigio internazionale – ha dichiarato Marlene Laruelle, direttrice del Programma per l’Asia centrale alla George Washington University di Washington – e ha pensato che sarebbe stato bello essere ricordato come un presidente che si è fatto da parte e non è morto al potere”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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