Primo ministro australiano condanna i commenti di Erdogan sull’attentato di Christchurch

Pubblicato il 20 marzo 2019 alle 18:15 in Australia Nuova Zelanda Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha condannato i commenti “altamente offensivi” del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, riguardanti la sparatoria di massa di Christchurch, in Nuova Zelanda, del 15 marzo.

Erdogan, mercoledì 20 marzo, mentre faceva una campagna elettorale per le elezioni locali, ha presentato l’attacco terroristico come parte di un piano contro la Turchia e l’Islam. Nel discorso, ha affermato che gli australiani anti musulmani sarebbero stati “rimandati nelle bare” come i loro nonni a Gallipoli, una battaglia della prima guerra mondiale dove più di 8.000 australiani sono morti combattendo le forze turche. La sconfitta occupa tutt’ora un posto di rilievo nella memoria collettiva australiana. Morrison, dopo aver convocato l’ambasciatore turco e aver respinto le scuse offritegli, ha dichiarato che considera le affermazioni del presidente turco “altamente offensive per gli australiani e altamente sconsiderate in questa situazione molto delicata”. Il primo ministro ha aggiunto che si aspetta un chiarimento su tali commenti.

L’ambasciatore turco, Korhan Karakoc, ha affermato di avere avuto una “schietta” conversazione con Morrison quando è stato convocato al Parlamento. Erdogan, nel frattempo, ha nuovamente invitato le nazioni occidentali ad affrontare l’islamofobia nei loro paesi e garantire la sicurezza delle comunità musulmane in un articolo sul Washington Post.

Morrison, dopo l’incontro con Karakoc, ha avvertito gli australiani che si recano in Turchia dovrebbero esercitare il buon senso e che, prima di intraprendere ulteriori azioni, aspetterà di vedere quale sia la risposta del governo turco. Il primo ministro australiano  ha tuttavia chiarito che “tutte le opzioni sono sul tavolo”. Morrison ha poi accusato Erdogan di aver tradito la promessa di Mustafa Kemal Ataturk, il padre dello Stato moderno e una figura venerata in Turchia, di forgiare la pace tra i due Paesi. Morrison ha dunque affermato che i commenti di Erdogan sono in contrasto con lo spirito pacifico e moderno di Ataturk.

Il presidente Erdogan ha poi affermato che bisogna far luce su tutti gli aspetti della vicenda per comprendere appieno come il terrorista sia stato radicalizzato e i suoi legami con i gruppi terroristici al fine di “prevenire nuove tragedie”. Il leader turco ha poi confrontato l’attacco con quelli eseguiti dallo Stato islamico, l’ISIS, asserendo che “si deve stabilire che non c’è assolutamente alcuna differenza tra l’assassino che ha ucciso persone innocenti in Nuova Zelanda e coloro che hanno compiuto atti terroristici in Turchia, Francia, Indonesia e altrove”. Erdogan ha poi continuato asserendo che, dopo gli attacchi dell’ISIS, “non vi era carenza di politici e commentatori occidentli che collegavano i più deplorevoli atti terroristiti all’Islam e ai musulmani”. In una nota aggiuntiva, il presidente ha affermato che “come leader che ha ripetutamente sottolineato che il terrorismo non ha religione, lingua o razza, mi rifiuto categoricamente qualsiasi tentativo di associare gli attacchi terroristici della scorsa settimana con gli insegnamenti, la morale o le massime del cristianesimo”.

Il presidente turco era già stato bruscamente rimproverato dalla Nuova Zelandaper i suoi commenti e per aver usato il raccapricciante video girato dal responsabile delle sparatorie nella moschea di Christchurch come sostegno per la campagna elettorale. Durante una conferenza stampa, il primo ministro neozelandese, Jacinda Ardern, ha dichiarato che il vice primo ministro, Winston Peters, si recherà in Turchia questa settimana per riappacificare i rapporti tra i due Stati dopo  recenti commenti di Erdogan.

Durante l’attacco nelle moschee di Christchurch, che ha causato 50 vittime tra i fedeli, sono stati feriti anche 3 cittadini turchi. L’uomo accusato dell’attentato terroristico, un suprematista bianco australiano, ha trasmesso in streaming gran parte dell’attacco. Pochi minuti prima di imbracciare le pistole, l’uomo ha diffuso sul sito 8chan e anche via mail all’ufficio del primo ministro Arden, un manifesto di 74 pagine dove sosteneva che le sue azioni erano un attacco contro gli “invasori” musulmani. Nel documento, il presunto responsabile ha dichiarato di aver pianificato gli attacchi da due anni, e di non essere membro di alcuna organizzazione. A suo dire, ha fatto donazioni e ha interagito con gruppi nazionalisti, sebbene abbia poi agito di sua spontanea volontà. La scelta della Nuova Zelanda, ha spiegato l’attentatore, è stata effettuata a causa della posizione geografica, per dimostrare che anche uno dei Paesi più remoti al mondo è interessato dal fenomeno dell’immigrazione di massa.

Il manifesto fa riferimento alla Turchia e ai minareti della famosa Hagia Sophia di Istanbul, ora un museo, che una volta era una chiesa prima di diventare una moschea durante l’impero ottomano. Nell’opinione del Washington Post, Erdogan ha esortato le nazioni occidentali a opporsi al razzismo, alla xenofobia e all’islamofobia dopo l’attacco di Christchurch.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.