Teatro alla Scala di Milano respinge finanziamento saudita

Pubblicato il 19 marzo 2019 alle 7:27 in Arabia Saudita Italia

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Il teatro alla Scala di Milano ha deciso di respingere un finanziamento di oltre 3 milioni di euro da parte dell’Arabia Saudita, dopo che il piano di collaborazione con il Paese del Golfo Persico è stato criticato per via delle accuse dello scarso rispetto dei diritti umani da Riad.

La proposta saudita, che includeva il conferimento di un posto nel comitato amministrato del teatro milanese al ministro della Cultura del regno, ha dato vita a una polemica accesa da parte dei gruppi difensori dei diritti umani e da parte di alcuni politici italiani, i quali hanno protestato ritenendo che la prestigiosa istituzione culturale italiana non dovrebbe accettare soldi sauditi.

Oltre ad essere accusata ripetutamente di non rispettare i diritti umani, il regno saudita, dallo scorso 2 ottobre, è al centro dei riflettori internazionali per il caso di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita che è stato ucciso all’interno del consolato saudita a Istanbul.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che è anche nel comitato amministrativo del teatro alla Scala, ha spiegato che parte del finanziamento saudita era già stato depositato in un account bancario senza il consenso della dirigenza. “Abbiamo deciso all’unanimità di restituire i soldi”, ha riferito Sala ai giornalisti, sottolineando che, tale progetto, al momento, non è possibile. Il vice-premier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha esortato il teatro milanese a respingere il fondo saudita, così come il governatore della regione Lombardia.

L’8 marzo, almeno 36 Paesi in seno al Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu hanno firmato una lettera aperta diretta all’Arabia Saudita per criticare il rispetto dei diritti umani all’interno del Paese del Golfo. La lettera, che costituisce il primo rimprovero collettivo diretto a Riad, chiede alle autorità saudite di rilasciare gli attivisti imprigionati per “aver esercitato le loro libertà fondamentali”, e di diffondere tutte le informazioni relative all’omicidio di Khashoggi.

“Chiedo all’Arabia Saudita di assicurare tutti i difensori dei diritti umani e i giornalisti possano esercitare pienamente e liberamente le proprie libertà e il proprio diritto di espressione, anche online”, ha dichiarato l’ambasciatore dell’Islanda all’Onu, Harald Aspelund, a Ginevra, domandando altresì di rilasciare i difensori dei diritti delle donne Loudain al-Hathloul, Hatoon al-Fassi e Samar Badawi. Secondo alcuni gruppi difensori dei diritti umani, almeno 11 attiviste donne sono state arrestate dallo scorso maggio ad oggi, venendo accusate di terrorismo.

Al momento, non è stato rilasciato alcun commento ufficiale da parte di Riad i merito al respingimento dei finanziamento al teatro alla Scala.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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