Attentato di estrema destra in Nuova Zelanda: 49 morti

Pubblicato il 16 marzo 2019 alle 12:00 in Nuova Zelanda

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 Il 28enne australiano Brenton Tarrant, autore dell’attentato che, venerdì 15 marzo, ha causato la morte di almeno 49 persone presso due moschee neozelandesi, è stato formalmente accusato di omicidio, sabato 16 marzo.

Nella giornata di sabato, Tarrant è comparso, ammanettato e in silenzio, innanzi alla Corte distrettuale di Christchurch; qui, l’uomo è stato accusato di omicidio, e rinviato a giudizio senza appello. Tornerà davanti al giudice il 5 aprile e, secondo le fonti di polizia, in tale occasione dovrà affrontare altri capi d’accusa.

Almeno 49 persone sono morte, mentre altre 20 sono state gravemente ferite in un attentato terroristico presso due moschee nel centro di Christchurch, in Nuova Zelanda, venerdì 15 marzo, che il primo ministro Jacinda Ardern ha definito “un atto di straordinaria violenza senza precedenti”. Si è trattato altresì del peggior attacco subito dal Paese del Pacifico.

L’autore della strage è stato identificato essere il 28enne australiano Brenton Tarrant, originario dello Stato di New South Wales, il quale ha riferito di essere stato mosso da motivazioni anti-immigranti, ispirandosi a Andres Breivik, terrorista islamofobo di estrema destra norvegese che il 22 luglio 2011 uccise complessivamente 77 persone in due attacchi a Oslo e sull’isola di Utoya.

Tarrant, nel manifesto di 74 pagine postato su un forum online, 8 ore prima della strage, ha dichiarato di aver pianificato gli attacchi da due anni, e di non essere membro di alcuna organizzazione. A suo dire, ha fatto donazioni e ha interagito con gruppi nazionalisti, sebbene abbia poi agito di sua spontanea volontà. La scelta della Nuova Zelanda, ha spiegato l’attentatore, è stata effettuata a causa della posizione geografica, per dimostrare che anche uno dei Paesi più remoti al mondo è interessato dal fenomeno dell’immigrazione di massa. Nel documento, Tarrant spiega di essersi ispirato a diversi altri killer oltre a Breivik.

Tra questi figurano Luca Traini, il 28enne marchigiano autore di un raid contro alcuni migranti che viaggiavano a bordo di un’auto a Macerata, il 3 febbraio 2018. Alla fine delle sparatorie, l’uomo era sceso dalla macchina, si era coperto le spalle con il tricolore e, sui gradini del Monumento ai caduti, aveva fatto il saluto fascista, consegnandosi successivamente alla polizia. Traini aveva dichiarato che il suo gesto era stato un tentativo di vendicare la famiglia di Pamela Mastropietro, diciottenne romana il cui corpo era stato trovato a Macerata smembrato in due valigie, il cui unico accusato è per ora il ventinovenne Innocent Oseghal, un migrante nigeriano trattenuto in stato di fermo. Traini si dichiara tuttavia dissociato dalla strage di Christchurch, esprimendo pentimento per gli atti di Macerata.

Un altro criminale al quale Tarrant ha dichiarato di essersi ispirato è Dylan Roof, il 21enne americano che il 17 giugno 2015 ha compiuto la strage di Charleston, in cui sono morte 9 persone. Il terorrista cita anche Anton Lundin Pettersson e Darren Osbourne. Oltre a Tarrant sono state arrestate altre 3 persone. L’attentatore ha ripreso gli attacchi in diretta streaming, pubblicando su facebook un video della durata di 17 minuti, che è poi stato rimosso dal social network. Le due mitragliatrici usate erano coperte di scritte bianche in riferimento a recenti attacchi e antiche battaglie contro la comunità musulmana.

Le forze di sicurezza neozelandesi hanno riferito di aver disinnescato numerosi ordigni esplosivi che erano stati posizionati all’interno di alcune auto vicine alle moschee colpite. Il premier australiano, Scott Morrison, ha condannato l‘attacco, riferendo che Tarrant è “un violento terrorista di estrema destra”.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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