Tensioni Turchia-USA: l’acquisto dei missili russi S-400 è un “affare fatto”

Pubblicato il 7 marzo 2019 alle 15:20 in Turchia USA e Canada

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che Ankara non rinuncerà all’acquisto dei missili russi per la difesa aerea S-400, in risposta alle minacce statunitensi che chiedevano l’annullamento degli accordi per la compravendita di armi con la Russia.

Erdogan, in un’intervista con la televisione locale Kanal 24, ha affermato che la Turchia potrebbe prendere in considerazione anche l’acquisto del più avanzato sistema russo, S-500, in futuro. “Quello degli S-400 è un affare fatto, non si può tornare indietro, abbiamo raggiunto un accordo con i russi”, ha dichiarato Erdogan. “Ci sposteremo verso una produzione congiunta, forse dopo gli S-400, prenderemo in considerazione gli S-500.” Il comandante dell’esercito americano per l’Europa, il generale Curtis Scaparrotti, in una relazione presso il Congresso degli Stati Uniti ha affermato che la Turchia, in quanto membro della NATO, dovrebbe riconsiderare l’acquisto di armi dalla Russia. Questo è stato l’ultimo di una serie di avvertimenti che gli Stati Uniti hanno lanciato alla Turchia riguardo la compravendita degli S-400. La questione ha aggravato le relazioni tra Washington e Ankara, già compromesse dalle tensioni sulla guerra in Siria. 

I funzionari USA e NATO hanno ripetutamente protestato che le armi russe non possono essere integrate nel sistema di difesa della NATO. Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia, apprezzato in tutto il mondo. La Russia sostiene che il sistema può intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Il valore aggiunto dell’S-400, che ha un’autonomia di circa 250 miglia, è che può intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio. Gli S-400, inoltre, sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che, essenzialmente, crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Per tale ragione, la Russia ha schierato l’S-400 nella sua base in Siria dopo che un F-16 dell’aviazione militare turca ha abbattuto un Su-24 russo operante nel Paese mediorientale, il 24 novembre 2015.

Inoltre, l’acquisto dalla Russia rischia di mettere  a repentaglio l’accordo per la vendita ad Ankara dei jet F-35, prodotti dall’azienda americana Lockheed Martin. Gli Stati Uniti sono preoccupati che gli S-400 turchi creino alcuni rischi per la sicurezza del progetto F-35 Joint Strike Fighter. Tale progetto è stato lanciato nel dicembre del 2018 e prevede la vedita di 100 aerei da combattimento F-35 ad Ankara. Ad oggi, solo due aerei sono stati consegnati, poichè il Congresso americano ha interrotto il progetto. Erdogan ha dichiarato che la Turchia potrebbe ancora acquistare il sistema di difesa missilistica americano “se le condizioni sono adatte, se i prezzi sono adatti e se si può istituire una produzione congiunta”. La Russia ha utilizzato il sistema S-400 nelle sue operazioni militari in Siria, nel 2015. Da allora, i Paesi sono diventati sempre più cooperativi in Medio Oriente, dove entrambi sono coinvolti in operazioni militari in corso e negoziati politici per porre fine alla guerra civile siriana. Il primo sistema S-400 sarà consegnato in Turchia a luglio, ha aggiunto Erdogan.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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